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Langhirano

Addio a Isidoro Lamoretti: ha portato in alto i vini dei colli di Parma

29 ottobre 2018, 05:02

Addio a Isidoro Lamoretti: ha portato in alto i vini dei colli di Parma

Enrico Gotti

E' morto Isidoro Lamoretti, che fu promotore del Consorzio di tutela dei vini dei Colli di Parma, di cui è stato il primo presidente. Aveva 80 anni, era nato il 4 aprile 1938. E' anche grazie al suo lavoro se le colline che gravitano attorno al castello di Torrechiara, oggi più che mai, sono circondate da vigneti, e ciò che viene imbottigliato sul territorio è conosciuto e apprezzato nel mondo. L'Azienda Lamoretti nacque a Casatico negli anni Trenta, fondata dallo zio di Isidoro, Giuseppe Pizzati, che era appena tornato dagli Stati Uniti. Isidoro Lamoretti gli diede una mano a partire dal 1964, realizzando nuovi impianti e ampliando la superficie dei vigneti, e poi, alla morte dello zio, divenne titolare dell'azienda nel 1971, con il fondamentale supporto della moglie Roberta. Il consorzio nacque nel 1977, per il miglioramento della qualità e la difesa dalle sofisticazioni. «Allora io ero ancora bambino, mi ricordo le riunioni con un grande dell'enologia italiana, Luigi Veronelli, le cene a casa per porre le basi del consorzio», spiega il figlio Mauro Lamoretti. Poi arrivò il riconoscimento di denominazione di origine controllata. «Nel giro di due, tre anni i prezzi delle uve raddoppiarono, con un effetto benefico sul margine destinato agli agricoltori; questa novità andò a incidere profondamente nel paesaggio, a Torrechiara furono riconvertiti tanti terreni in vigneti, sono state recuperate antiche tradizioni. Si è venuta a creare una cultura del vino».

Era un tipo tosto, Isidoro Lamoretti. «a metà degli anni ‘70 si era malato di cancro e gli era stata amputata una gamba, non poteva svolgere lavori nei vigneti, ma seguiva sempre la coltivazione, e così ha fatto fino al maggio di quest'anno - ricorda il figlio. - La sua nuova grande passione era stata l'evoluzione che ha preso la nostra attività, con l'agriturismo, per abbinare il vino ai prodotti del territorio. Era una persona di un'altra generazione, era andato a scuola a Parma, durante la guerra, l'esperienza dei momenti difficili gli ha dato un carattere molto forte». «Aveva studiato come geometra, fatto diversi mestieri, mille cose, ma la sua vera passione erano il vino e la campagna. Ci ha tramandato l'amore per le cose di pregio, di qualità, in particolare nel settore del vino, e ci ha insegnato che uno può andare in giro per il mondo, vedere tante cose, ma la cosa più bella di tutte è mettere in pratica quello che si è imparato a casa propria, nella propria attività, che si porta avanti sul territorio, questa è la cosa che ci ha trasmesso» è il pensiero dei figli, Mauro, Giovanni e Sara.

Il rosario si terrà questa sera, nella chiesa di Casatico, alle 20.30. Domani i funerali, con ritrovo alle 9.30 nella sala del commiato di Langhirano, dove tante persone si stanno raccohliendo in queste ore per salutarlo, e poi partenza per la chiesa del Castello di Torrechiara e infine al cimitero di Vigatto.

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