Sei in Archivio bozze

SCUOLA

Caro mense: a Parma le rette più care della regione

29 ottobre 2018, 05:03

Caro mense: a Parma le rette più care della regione

Francesco Bandini

Le mense scolastiche di Parma sono le più care fra tutte quelle delle città capoluogo dell'Emilia Romagna. È quanto emerge dai dati contenuti nel rapporto di «Cittadinanzattiva», che fotografano il quadro della situazione sia a livello nazionale che regionale. Situazione molto migliore, invece, sul fronte delle rette per gli asili nido: in questa graduatoria il Comune di Parma si colloca al settimo posto fra le dieci città capoluogo di provincia (Forlì e Cesena, pur essendo in un'unica provincia, vengono considerate distintamente). Venendo alle cifre, la retta mensile per mandare un bambino in mensa raggiunge a Parma quota 124 euro (si tratta di una media fra il valore minimo e quello massimo), a fronte di una media regionale di 107 euro. Da precisare che si tratta delle rette per le mense delle scuole primarie, dal momento che negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia il costo della mensa è incluso nella retta scolastica. Rispetto a Parma, solo due euro in meno a Reggio Emilia, dove la cifra è di 122 euro. Già più distanziata Piacenza con 111 euro, mentre a Modena si scende a 100 euro, come pure a Bologna. La città meno cara è Ferrara, dove si spendono mediamente 86 euro mensili. Per quanto riguarda le rette del nido, a Parma la cifra media da pagare è di 288 euro mensili, che ci colloca al settimo posto fra i comuni capoluogo dell'Emilia Romagna, dove la media regionale è di 316 euro. La città più cara è Forlì con 410 euro mensili, seguita da Rimini con 366 euro, Piacenza con 356, Modena con 355 e Reggio Emilia con 345. La retta più bassa è a Ferrara con 225 euro. A spiegare il perché delle cifre riferite a Parma è l'assessore comunale ai Servizi educativi Ines Seletti. Che parte proprio dalla retta per le mense, la più alta in regione. «Non sono stupita di questo dato – spiega – e posso dire che quello è un ottimo prezzo per ciò che offriamo. Siamo molto orgogliosi del tipo di servizio che diamo, perché abbiamo esaminato i bandi dei servizi mensa di molte altre città e possiamo dire che nessuno è come il nostro». L'assessore spiega ciò che innalza il livello del servizio a Parma: «L'85% del cibo deve essere biologico, le materie prime devono essere esclusivamente di alta qualità, possibilmente a chilometro zero e quando questo non è possibile devono provenire da luoghi di produzione che siano i più vicini possibili. I menu sono costantemente variati e valutati nella loro gradibilità, a stretto contatto con l'Ausl». E poi c'è il fronte dei controlli: «Paghiamo un'azienda esterna per i controlli, che sono giornalieri, anche da parte dei genitori che fanno parte delle commissioni mensa. E poi ci sono tutti i controlli svolti da un'altra azienda che effettua le analisi chimico-fisiche e microbiologiche». Quanto alla retta relativamente bassa per il nido, la Seletti la spiega con gli elevati investimenti che il Comune di Parma storicamente destina al settore dei servizi educativi, risorse che permettono di non incidere troppo sulle tasche delle famiglie. «I servizi educativi – ricorda – sono la seconda voce di spesa nel bilancio comunale, con 24 milioni di euro, dopo i servizi sociali. Il Comune investe tantissimo in questo settore, sia in termini di servizi che di formazione, e il risultato sono servizi di altissima qualità, che fanno di Parma una città all'avanguardia e con un modello conosciuto e studiato. Attenzione anche dal punto di vista tecnologico: abbiamo fornito a tutte le scuole dell'infanzia e ai nidi tablet e computer con schermo touch, per insegnare un uso corretto di questi strumenti».

L'opinione dei genitori
«Capisco che la qualità si paga, ma obiettivamente il costo della mensa per le famiglie è un po' troppo alto». A sostenerlo è Caterina Raffaini, una delle mamme che fanno parte dei comitati mensa che controllano la qualità dei cibi serviti ai bambini. Ma oltre al prezzo, per lei c'è un altro aspetto su cui si potrebbe lavorare: la gradibilità dei cibi e la loro presentazione. «Un bambino il discorso del biologico e del chilometro zero non lo capisce, per cui se gli presenti dei fagioli in umido anche di grande qualità c'è poco da fare: in tanti non li mangano». Risultato: «A volte tornano a casa dopo aver mangiato solo il pane». Da qui, secondo la Raffaini, la necessità di proporre cibi che siano, oltre che salutari e naturali, anche gradevoli e invitanti da vedere, in modo da risultare interessanti anche per i bambini più «difficili». Ulteriore suggerimento: «La carne potrebbe essere servita più spesso: adesso viene data solo una o due volte alla settimana». Sull'aspetto della gradibilità punta l'attenzione anche un altro genitore che fino a poco tempo fa ha fatto parte di una commissione mensa, Sabrina Sabatini: «Negli anni il livello di gradibilità percepito dai bambini si è abbassato. Abbiamo avanzato diverse proposte e alcune sono state recepite, ma ancora la situazione non è ottimale». Anche lei parla del prezzo: «Non è giustificato, è troppo alto. Ci potrebbe stare se ci fosse un po' più di elasticità, ad esempio introducendo il piatto sostitutivo, che molti genitori chiedono da tempo». Prima e seconda pietanza, infatti, sono fisse e non si può scegliere: «Almeno per il primo sarebbe bene offrire un'alternativa», osserva la Sabatini. Che suggerisce anche di permettere il bis, ovvero la possibilità per il bambino di avere due volte lo stesso piatto, specie se non mangia l'altra portata. Infine, il tempo: «Capita che in mezz'ora alcuni bambini non riescano a mangiare tutto, anche se vorrebbero. Basterebbero dieci in più».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal