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L'INTERVISTA

Iacchetti: «Quando mi tiravano acciughe e carciofini sulla chitarra»

29 ottobre 2018, 05:00

Iacchetti: «Quando mi tiravano acciughe e carciofini sulla chitarra»

MARA PEDRABISSI

Confidenziale. Non sarà l’Enzo Iacchetti che siamo abituati a vedere al timone di «Striscia la notizia». Sarà piuttosto un’«intervista confidenziale»: questo il titolo dell’appuntamento di sabato 3 novembre alle 21 al Teatro Magnani di Fidenza, per la terza edizione della bella rassegna «MangiaMusica» (ingresso libero).

Iacchetti, come nasce l’idea di raccontarsi a ruota libera?

«In verità, quasi casualmente. Mi avevano invitato all’Università della Bicocca di Milano per una lezione agli studenti sulla tivù. Non pensavo che ne avrei fatto un appuntamento itinerante. Cominciai a raccontare i miei primi, difficilissimi, 39 anni di vita, quando cercavo in tutti i modi di fare mio questo mestiere anche sopportando momenti di fame vera, perché capivo che solo in questa dimensione mi sarei sentito realizzato. Un racconto tragico».

Un racconto tragico per lei che, però, ha destato l’ilarità...

«Sì, la platea si divertiva. Io raccontavo, ad esempio, di quando nelle pizzerie mi tiravano acciughe e carciofini sulla chitarra, per farmi dispetto. Del resto quando sei nessuno e cerchi di intrattenere, ti capitano situazioni di questo tipo. Per fortuna poi arrivò il miracolo del Costanzo Show. E la notorietà».

Nelle “confidenze” non trascura di parlare dei suoi modelli musicali, Gaber e Iannacci sopra tutti...

«Ho avuto la fortuna di conoscerli quando ero sconosciuto e di incontrarli, di nuovo, in seguito: li ho frequentati, ho imparato, sono venuto al mondo in mezzo a loro, anche se con un mio stile»

Riproporrà le loro canzoni?

«Racconterò degli aneddoti su di loro ma eseguirò cose mie, le mie canzoni, le mie poesie, i pezzi che mi hanno dato il successo. E il pubblico potrà fare delle domande».

«Smoderatore» della serata sarà Alberto Patrucco.

«Patrucco è uno chansonnier, autore e uomo di spettacolo che il pubblico di MangiaMusica già conosce. Sarà lui a pormi le domande: alcune rappresentano dei punti cardine per dare coerenza alla serata, altre le inventerà sul momento. E, poiché siamo molto amici e molto ironici, tra di noi non mancheranno piccole schermaglie».

Al di là del teatro, che lei fa sempre volentieri, in questo momento conduce «Striscia», programma che si prepara a festeggiare il trentennale. Un format che ha saputo mantenere la freschezza.

«Innanzi tutto c’è sempre un minimo di restyling ogni anno. Poi il pubblico è affezionato alle varie coppie di conduttori, io e Ezio ad esempio ci siamo da 25 anni. Ma credo che quello che più conti sia il lavoro di squadra in un tigì satirico che, a volte, riesce a dire seriamente cose che gli altri tigì non dicono. C’è il grande lavoro degli inviati, c’è la fiducia dei nostri spettatori che continuano a farci avere le loro segnalazioni che poi noi andiamo a verificare. E su tutto c’è Antonio Ricci che, fino all’ultimo momento controlla i testi, parola per parola. Anche perché poi le querele ricadono su di lui».

Con voi in questa stagione c’è di nuovo il parmigiano Aldo Musci.

«Sì, è un mimo eccezionale che, per qualche motivo, è sfuggito agli occhi del cinema. E’ ospite due volte alla settimana: il suo viso, così particolare, piace molto a casa»

Visto che siamo a «MangiaMusica» parliamo di cibo. Il suo piatto preferito?

«Per me non c’è nulla di meglio del risotto alla milanese con gli ossibuchi, è il piatto del cuore».

Inizio ore 21. Oltre allo spettacolo è prevista la degustazione del miglior Parmigiano Reggiano d’Italia (classifica del «Gambero Rosso») prodotto dal Caseificio Sociale Coduro.