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FUGA DORATA

Faccini, latitante da più di un anno col malloppo. Il pm: «Maxi truffa, a processo»

30 ottobre 2018, 05:03

Faccini, latitante da più di un anno col malloppo. Il pm: «Maxi truffa, a processo»

GEORGIA AZZALI

Qualcuno lo immagina da tempo al sole dei Caraibi. Altri pensano stia ancora peregrinando in Europa, forse tra la Svizzera - dove sicuramente ha soggiornato per qualche tempo - e i Balcani. Certo è che Federico Faccini, l'insospettabile consulente fuggito con la cassa dell'Authority Stu Spa, una delle partecipate del Comune, è un fantasma da più di un anno. Dal giugno del 2017, quando salutò tutti portandosi via 576mila euro dalle casse della società. Ma anche per i latitanti (e Faccini, 55 anni, lo è ufficialmente dal 2 ottobre dello scorso anno) i procedimenti giudiziari vanno avanti: il pm Paola Dal Monte ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex consulente per truffa aggravata. L'udienza preliminare, davanti al gup Mattia Fiorentini, è stata fissata a gennaio. La presenza in tribunale di Faccini? Una scommessa ad alto rischio. Come prevede la legge, tuttavia, a Faccini è stato assegnato un legale d'ufficio, l'avvocato Michele Cammarata, l'unico che sicuramente sarà in udienza.

LA PREPARAZIONE DEL PIANO

Ma sul rinvio a giudizio dell'ex consulente di Authority Stu ci sono pochi dubbi. Il suo piano del «Prendi i soldi e scappa» non poteva non lasciare tracce. Faccini aveva un contratto di collaborazione con l'Authority che gli era stato costantemente rinnovato dal 2013 e sarebbe scaduto proprio alla fine di giugno del 2017. Gestione finanziaria, rapporti con le banche e pagamenti dei fornitori: questi i compiti assegnati a Faccini, che di fatto era l'«uomo dei conti» e soprattutto il traît d'union tra la società e gli istituti di credito. L'atto finale del piano va in scena tra la fine di maggio e i primi 12 giorni di giugno, quando Faccini diventa un fantasma, ma è molto probabile che il consulente si fosse preparato da tempo. D'altra parte, anche il suo contratto con la partecipata (in liquidazione dal 2014) era agli sgoccioli. Ma certo è che di lui si fidavano ciecamente all'interno della società: Faccini aveva le credenziali dell'home banking, inoltre il suo numero di telefono era quello che i funzionari di banca avrebbero dovuto chiamare nel caso di problemi. Secondo quanto ricostruito dalla Finanza, tuttavia, prima di sparire con il malloppo il consulente fa alcune operazioni: concentra i fondi della Authority, sparsi su più conti, su un unico conto intestato alla partecipata.

LA TROVATA GENIALE

Ma l'idea che farà la differenza, Faccini ce l'ha nei giorni precedenti, quando decide di aprire una sua società. E il nome non lo sceglie a caso, perché la battezza Authority Spa. Praticamente la stessa denominazione della partecipata pubblica, che ha solo quelle tre lettere in più «Stu» ed è una società per azioni, a differenza di quella di Faccini che è una ditta individuale di servizi alla persona. Ma chi potrebbe accorgersene? Nessuno. Soprattutto se non teme di essere ingannato da una persona che conosce e di cui si fida. Ed è ciò che accade, perché il consulente - dopo aver anche falsificato la firma di Nicola Rinaldi, liquidatore della società Authority Stu Spa - fa un ordine di bonifico urgente per trasferire 576mila euro dal conto della partecipata comunale a quello, aperto in un'altra banca, intestato alla sua società «omonima». Insomma, dalle casse pubbliche alle sue tasche.

LA SCIA DEI SOLDI

La banca ha restituito l'intera somma a Stu Authority. E Faccini? Subito dopo aver messo le mani sui soldi, ha sicuramente fatto un primo bonifico su un conto corrente postale elvetico, mentre altri tre sono partiti verso banche slovene, che poi hanno bloccato i conti. Gli inquirenti hanno anche appurato che Faccini si è sottoposto ad alcuni esami medici in Svizzera. Ma dove sia adesso è un mistero.

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