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L'assalto della cimice asiatica: come difendersi

30 ottobre 2018, 05:00

L'assalto della cimice asiatica: come difendersi

NICOLETTA FOGOLLA

La presenza della cimice asiatica sta aumentando anche nella provincia parmense. Ma, per ora, rappresenta solo un fastidio per la quotidianità delle persone più che un problema per l'agricoltura in quanto, pur spostandosi di continuo e andando anche sul pomodoro, sul mais e sulle piante ornamentali, procura dei danni in particolare al pero e al pesco e, in generale, colpisce i frutteti.

La situazione è pertanto preoccupante soprattutto in alcune zone votate, come la Romagna.

«Nella nostra provincia – dice al proposito Valentino Testi, direttore del Consorzio fitosanitario provinciale di Parma – non costituisce, in generale, un grosso problema per l'agricoltura, perché non abbiamo molte piante da frutto. Solo in alcuni frutteti familiari della zona collinare, ha provocato qualche danno. Può essere, però fastidiosa all'interno delle case, nella vita quotidiana».

Non si tratta della classica cimice verde: quella asiatica si presenta marmorizzata nei toni del grigio e del marrone. E' un insetto, originario della Cina e segnalato, per la prima volta in Italia, nel 2012. Nell'estate del 2015 aveva causato gravi danni su pero e pesco, negli areali produttivi delle province di Modena, Reggio Emilia e Bologna.

«E' un insetto molto difficile da individuare – aggiunge Testi - , perché si sposta continuamente e resta nascosto. Quindi non è facile stabilire quando fare o non fare trattamenti insetticidi. In passato, come Consorzio, l'avevamo individuata sulla soia e, in prospettiva, potrebbe dare problemi a pomodoro e mais. Per il momento, purtroppo, non ha insetti antagonisti sul territorio, in grado d'attaccare le uova e ridurre così la popolazione».

Nei giorni scorsi è circolata la notizia secondo la quale il Ministero dell'agricoltura, dopo l'allarme lanciato da Coldiretti a seguito della decimazione dei raccolti nel Nord Italia, vorrebbe introdurre come antidoto, la «Samurai wasp», insetto sempre d'importazione.

«Non ho visto – commenta Testi al proposito – prove di questo genere. Posso solo dire che, all'Università di Modena stanno portando avanti studi in materia».

Al momento, per eliminare le cimici presenti nelle abitazioni, il Servizio fitosanitario regionale consiglia «d'impiegare esclusivamente metodi naturali, senza ricorrere all'uso di insetticidi che risultano poco efficaci e, a volte, dannosi per le persone».

Le strategie di controllo possono essere: collocare zanzariere o reti antinsetto alle finestre, sigillare crepe e fessure e usare strumenti di pulizia per la casa, che emettono vapore.

Nel caso si riuscisse a catturare la cimice asiatica, non va rimessa in libertà, né gettata negli scarichi, perché potrebbe sopravvivere: meglio metterla in un contenitore di acqua saponata: in queste condizioni non riuscirebbe a nuotare e a mettersi in salvo.

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