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Pontetaro

E' morto Raffaele Neri, il vivaista volontario della Cri

31 ottobre 2018, 05:02

E' morto Raffaele Neri, il vivaista volontario della Cri

Chiara De Carli

E' grande il cordoglio, anche oltre i confini provinciali, per la morte di Raffaele Neri, stroncato lunedì sera a soli 58 anni da un malore mentre era ricoverato per curare una complicazione del diabete, malattia che gli era stata diagnosticata quattro anni fa. La notizia della sua scomparsa è arrivata in fretta a Pontetaro, dove Raffaele era nato e aveva costruito tutta la sua vita tra lavoro, passioni, volontariato e famiglia. Subito gli amici hanno iniziato a stringersi accanto alla moglie Giuseppina e al figlio Dino per essere loro di conforto nelle ore più difficili. Ieri è stato il giorno del mesto viavai nella casa di famiglia, accanto allo storico vivaio creato dal nonno Enrico novant'anni fa, tra abbracci, ricordi e tante dimostrazioni di affetto e di stima. Raffaele si era guadagnato la stima sul campo quando ancora adolescente aveva iniziato ad unire al lavoro accanto al papà e al nonno Enrico l'impegno da volontario.

Poco più che ragazzino aveva risposto «presente» alla chiamata della Croce Rossa. «La sede era stata inaugurata da poco – ricordano i volontari – e Raffaele, che allora aveva appena 14 anni, aveva iniziato rispondendo alle telefonate che arrivavano al centralino: un lavoro veramente utile per l'associazione. Solo dopo anni era potuto salire in ambulanza come volontario e fino all'ultimo servizio, quasi vent'anni fa, ogni settimana affrontava i turni con entusiasmo e generosità». Oggi la divisa della Croce Rossa, anche se nel comitato di Fontanellato, è sulle spalle di Dino, che da quattro anni porta avanti anche il Vivaio Neri: una scelta, quella di Dino di diventare volontario, che aveva regalato una grande soddisfazione a Raffaele. Per tutta la vita Raffaele ha voluto trasmetter al figlio sia l'amore per i lavori «ben fatti» sia quello per la propria comunità.

«Quattro anni fa -ricorda Dino - ha deciso che potevo prendere il suo posto al vivaio e da allora, pur continuando a darmi consigli e suggerimenti, ha dedicato il suo tempo quasi esclusivamente alla famiglia e alla sua passione per i vecchi modelli di Vespa che amava rimettere a posto e collezionare». Una scelta forse difficile, visto che il vivaio ha sempre assorbito gran parte delle energie di Raffaele, artefice anche del passaggio da rivendita di fiori a punto di riferimento per la manutenzione e la progettazione di spazi verdi. «Dai tre furgoncini e due motozappe che componevano la dotazione del vivaio a metà degli anni novanta, si è passati ai 14 camion di oggi: le sue idee si sono sempre rivelate vincenti. Dietro a tutto ci sono stati anche tanto lavoro e sacrificio, ma credo anche grandi soddisfazioni».

E dopo il ricordo, oggi sarà il giorno della preghiera e dell'ultimo saluto con la celebrazione del funerale. Alle 15.45 il corteo partirà da casa per la chiesa di Pontetaro dove sarà officiato il rito religioso. Poi la salma proseguirà per il Tempio di Valera per la cremazione.

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