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Sicurezza

Casa: «A inizio anno presidi della municipale in centro»

02 novembre 2018, 06:02

Casa: «A inizio anno presidi della municipale in centro»

PIERLUIGI DALLAPINA

«Prima di prendersi dei meriti, il Governo deve iniziare a fare qualcosa per la sicurezza della nostra città. Se così sarà, gliene daremo atto». L'assessore alla Sicurezza, Cristiano Casa, non cerca lo scontro aperto con l'esecutivo Lega-5 Stelle, ma ridimensiona l'entusiasmo, soprattutto della Lega, relativamente all'arrivo di 18 nuovi poliziotti in città, prima di fare le pulci al decreto immigrazione e sicurezza e prima di anticipare alcune contromisure che il Comune intende adottare per contrastare la criminalità.

Cosa intende fare l'amministrazione comunale per garantire maggiore tranquillità ai parmigiani?

«Vogliamo rendere sempre più ostile il territorio per chi delinque. Il nostro obiettivo è intervenire in modo mirato per colpire quei soggetti particolarmente pericolosi».

In che modo pensate di riuscirci?

«Entro fine anno puntiamo ad assumere sette agenti di Polizia municipale, mentre entro l'inizio del 2019 vorremmo riuscire ad aprire il distaccamento della municipale in via Bixio e in piazza Ghiaia, per garantire vicinanza alla gente e maggiore presenza sul territorio».

A proposito di assunzioni, da Roma è stato annunciato l'arrivo di 18 poliziotti in più.

«Questo incremento era stato previsto dall'ex ministro Minniti. Il fatto che la Lega lo abbia confermato non può che farci piacere, ma queste unità in più non bastano a riequilibrare le carenze. Mi auguro che i leghisti vogliano aumentare ulteriormente l'organico della polizia di Stato».

Tornando a quello che può fare il Comune, come procede il potenziamento della videosorveglianza?

«Stiamo ultimando l'installazione delle telecamere nelle zone dove è più grave il problema dello spaccio. Mi riferisco a via San Leonardo, via Venezia, via Verona e via Cuneo. Queste telecamere entreranno in funzione entro fine anno, mentre nel 2019 sarà completata l'installazione delle telecamere che controllano gli accessi in Oltretorrente. Sempre nel 2019 installeremo le telecamere a lettura targhe sulle principali vie d'accesso alla città, senza contare la riconversione delle 24 telecamere prima usate da Infomobility per il mero controllo del traffico».

L'assessore Rossi ha duramente contestato il decreto immigrazione. Lei come lo valuta?

«Del decreto apprezzo il fatto che prevede la revoca o il diniego della protezione internazionale e lo status di rifugiato a chi commette reati come violenza sessuale, rapina, estorsione e furto. Va bene anche l'allungamento da 90 a 180 giorni della permanenza nei Centri per il rimpatrio dei soggetti che devono essere rimpatriati, perché questa misura favorisce le procedure di espulsione, diminuendo il rischio di avere delinquenti in libertà».

Cosa invece non le piace del decreto immigrazione?

«Non approvo il depotenziamento dello Sprar, un sistema di integrazione in capo ai Comuni, che ha dimostrato di essere un modello positivo di integrazione. Puntare sui Centri di accoglienza straordinaria, i Cas, è invece una scelta folle, che porterà ad un aumento delle problematiche per i prefetti, in quanto potranno essere costretti a rincorrere imprenditori o cooperative senza scrupoli titolari della gestione di centinaia di migranti, spesso in spazi inadeguati».

Cosa non funzionerebbe nei Centri di accoglienza straordinaria?

«I Cas non rappresentano la parte virtuosa del sistema di accoglienza dei migranti. Chi spaccia e chi delinque, solitamente, non ha fatto il percorso dello Sprar, ma proviene proprio dai Cas».

Come valuta la possibilità di usare il taser?

«E' un provvedimento di facciata, perché il taser non andrà a risolvere nessun problema. Anzi, la sua procedura di utilizzo è rischiosa anche per gli operatori».

Siete favorevoli alla creazione a Parma di un Centro per il rimpatrio?

«Assolutamente no, perché possono accogliere persone potenzialmente pericolose, che in caso di fuga rischiano di vagare per la città. Spero che i parlamentari locali facciano pressione sul ministro Salvini per impedire la realizzazione a Parma di un Centro per il rimpatrio».

Per migliorare i livelli di sicurezza anche i cittadini possono fare qualcosa?

«Certamente, come dimostra l'esempio virtuoso dei gruppi di controllo di vicinato. A Parma ne esistono 25 che, entro fine anno, arriveranno a coinvolgere un totale di duemila persone».

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