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FUNERALE

Commosso addio ad Alexandra. «Aveva tante passioni»

03 novembre 2018, 06:00

Commosso addio ad Alexandra. «Aveva tante passioni»

Pierluigi Dallapina

Quel maledetto schianto, avvenuto alle 3 di notte lungo l'A1, all'altezza di Fidenza, ha spezzato in modo crudele, incomprensibile, l'energia e la vitalità di una 28enne, Alexandra La Torre, piena di passioni, ricca di affetti e di amicizie, come hanno testimoniato, con la loro semplice ma commossa presenza, tutte quelle persone che ieri pomeriggio hanno riempito la chiesa di Santa Maria del Rosario, in via Isola, per dire addio al sorriso e agli occhi dolci di Alexandra, oltre che per manifestare tutta la loro solidarietà alla mamma Stefania e alla sorella Rebecca.

Per la giovane, queste due persone rappresentavano il centro della sua esistenza, il porto sicuro da cui partire alla scoperta di se stessa e del mondo, anche grazie alla curiosità innata e ad una grandissima competenza nella lingua inglese che le ha permesso di stringere amicizie anche dall'altra parte dell'Atlantico e partecipare ad un gioco a scopo benefico chiamato Gishwhes.

«E' volata via, d'improvviso si è spenta una delle luci più luminose, ha scritto la sua comunità Gish, ma noi vogliamo tutti insieme credere che la sua luce ora splenda solo da più lontano e ci aiuti a proseguire il cammino, certi che un giorno ci ritroveremo», afferma, con dolore e convinzione, Adriana Barbieri, «una zia acquisita di Alexandra», come lei stessa si definisce.

Al termine del funerale celebrato dal parroco di via Isola, don Demetrio Ferri, insieme a ad altri tre parroci, don Matteo Visioli, don Francesco Ponci e don Roberto Grassi, la «zia» di Alexandra ha trovato la forza di avvicinarsi al leggio e tratteggiare, con parole colme d'affetto, il ritratto di una ragazza speciale.

«Alex, Ale o Lexi, sono alcuni dei piccoli nomi coni quali è stata chiamata e conosciuta - prosegue Adriana -. Aveva tante amicizie, tanti legami diversi, tanti interessi e passioni, tante storie che lei attraversava con entusiasmo ed energia, cercando anche di metterle in comunicazione».

La mamma e la sorella erano le due persone che hanno dato ad Alexandra la forza di aprirsi al mondo e di non farsi limitare da alcuni problemi di salute. Grazie al loro sostegno è anche riuscita ad ottenere un impiego, in Comune, in grado di appagare le sue conoscenze linguistiche. «Alexandra parlava un inglese quasi madrelingua e sapeva utilizzare i media con grandissima competenza. Questo le ha permesso di colmare quelle distanze che, fisicamente, per molto tempo, non è stata in grado di percorrere, e di allacciare innumerevoli rapporti anche oltreoceano».

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