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SALA BAGANZA

Terrorizza l'ex moglie, marocchino arrestato

03 novembre 2018, 06:00

Terrorizza l'ex moglie, marocchino arrestato

SALA BAGANZA - L'aver trascorso qualche anno di carcere non deve essere bastato ad A. M., marocchino, classe 1987, per capire quali limiti un uomo non deve mai superare nel rapporto con le propria compagna. Nella sera del 28 ottobre, infatti, è andato sotto casa della ex moglie a Sala Baganza con la pretesa di entrare nonostante il categorico rifiuto della donna. Nonostante questo, ha scavalcato la recinzione riuscendo a entrare in casa attraverso una finestra. A questo punto la donna, in compagnia del nipotino, si è chiusa in bagno chiamando immediatamente il 112. Solo a questo punto A. M. si è allontanato da casa, scappando prima dell'arrivo delle forze dell'ordine, che raccolgono la denuncia della donna che gli valgono un'incriminazione per minaccia aggravata e atti persecutori. A. M. era però già stato coinvolto in un procedimento penale e condannato, in primo grado e in appello, per tentato omicidio e atti persecutori ai danni di un'altra donna, classe '76 e residente a Felino con la quale, dopo la separazione con la moglie, aveva cominciato una relazione sentimentale. Per quei reati era stato condannato nel 2014 a 9 anni di reclusione, di cui una parte scontati in carcere perché successivamente tramutati in obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e obbligo di dimora in località lontana dal comune di Felino, dove risiede la sua ex compagna. Questo ulteriore episodio di violenza, compiuto contro l'ex moglie, è stato immediatamente segnalato all'autorità giudiziaria dai Carabinieri di Sala Baganza; la Corte d'Appello del Tribunale di Bologna ha rilevato in A. M. un serio e concreto pericolo di condotte recidive specifiche, per cui ha ritenuto necessario adottare la misura cautelare carceraria, sostituendola a quella dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ricevuto il provvedimento, i Carabinieri di Sala Baganza, l'hanno cercato e rintracciato a Parma e, dopo aver espletato le formalità di rito, lo hanno condotto alla cassa circondariale di via Burla a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. P.Pet.

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