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Via Venezia

Travolta sulle strisce: è caccia all'auto pirata

04 novembre 2018, 05:00

Travolta sulle strisce: è caccia all'auto pirata

Laura Frugoni

Una giovane donna travolta e scaraventata a terra da un'auto, che poi è fuggita via: sparita nel buio. E' successo di nuovo, e di nuovo s'è aperta la caccia a un pirata della strada. I poliziotti delle volanti ci stanno lavorando, anche i vigili cercano tracce: non dovrebbe stare così tranquillo. Venerdì poco prima delle 19 pioveva e lei - 32 anni, di origini albanesi - stava camminando a passo svelto. Sull'asfalto, pochi istanti dopo, è rimasto il suo ombrello: è stata investita mentre attraversava sulle strisce pedonali via Venezia, all'incrocio con via Maestri del Lavoro (dove doveva svoltare per raggiungere il locale dove lavora). Il volo dev'essere stato tremendo, così come l'impatto: all'ospedale Maggiore ci è arrivata con un codice 3, che nel gergo dei soccorritori significa gravissima. Per fortuna, con l'andare delle ore la situazione si è stabilizzata: la paziente rimane in condizioni serie ma almeno non in pericolo di vita. Tornando allo schianto e, soprattutto, al fuggitivo. Ci sono (per ora almeno) solo due testimoni a raccontare l'incidente: madre e figlia, che in quel momento stavano passando in auto in via Venezia. La ragazza, in particolare, ha descritto ai poliziotti quel volo pauroso: addirittura in un primo momento le era sembrato che la donna fosse stata «scagliata» a terra da un'auto in corsa. Proprio questo era stato l'allarme arrivato inizialmente alle centrali operative di 118 e 113.

Quando tutti si sono ritrovati in via Venezia, la dinamica dell'incidente è stata via via messa a fuoco: la donna era a piedi stava attraversando sulle strisce quando quell'auto l'ha centrata in pieno. Le testimoni da lontano hanno visto «una berlina grigia» ma dal loro angolo visuale e con la visibilità scarsa (era buio, pioveva) non c'è stato modo di annotare il numero di targa. Gli agenti delle volanti hanno aspettato che si riprendesse un po' e poi sono andati all'ospedale a parlare con la donna investita. Ha il bacino fratturato e vari altri traumi: la prognosi è di 40 giorni. Ricorda di aver preso l'autobus numero 13 e di essere scesa al capolinea di via Lanfranchi, poi a piedi s'è diretta verso via Venezia: una passeggiata breve che fa tutti i giorni. Del momento dell'incidente - come succede spesso in caso di traumi importanti - non ricorda nulla. Ieri mattina gli agenti della municipale sono tornati in via Venezia, alla ricerca di qualche indizio: rottami, pezzi di fanale o qualsiasi altro frammento che possano essere utili per rintracciare quell'auto. Si cercano telecamere puntate nella zona, anche se quel preciso tratto di via Venezia non è coperto da «occhi elettronici» del Comune. In questi casi, comunque, non si tralascia nulla. Ieri i familiari della donna travolta si sono mobilitati, accorati gli appelli su Facebook. Si cerca chi «è in grado di dare qualsiasi informazione utile» per rintracciare quell'auto. Perché il pirata non rimanga anche un fantasma.

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