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Barriere architettoniche

La lettera: "Mostra di Chagall (Mantova) per tanti, ma non per la mia amica disabile"

05 novembre 2018, 22:21

La lettera:

Chiamiamola "disavventura", ma quando si parla di (mancanza) sensibilità o di (grave) disattenzione, i termini dovrebbero essere diversi, come ci scrive un nostro lettore, che ha accompagnato un'amica disabile alla mostra di Chagall a Palazzo della Ragione, a Mantova. Proprio lei aveva pianificato tutto, come scrive Massimiliano "documentandosi, presso gli uffici competenti, sull’accessibilità alla mostra, scrupolo che, nella norma, non dovrebbe neppur essere valutato, considerando l’accessibilità scontata e garantita a tutti". Risposta positiva e viaggio iniziato con arrivo a Mantova. Parcheggiato "con difficoltà", i due amici parmigiani fanno i biglietti e vanno all'ingresso del palazzo. Qui l' "amarissima" sorpresa: "La carrozzina elettrica che la mia amica usa per sua maggiore autonomia e libertà, non poteva salire al piano della mostra in quanto il palazzo non è ancora dotato di un ascensore e l’elevatore in uso agli addetti non è adatto per pesi superiori ai 130 chili - prosegue il racconto Massimiliano -. Il personale in servizio alla mostra si è rivelato molto gentile e disponibile ma, la cortesia del personale, non può essere scambiata per efficacia del servizio. Anche la disponibilità di braccia forti e volonterose nulla possono davanti ad una ripida scala medioevale e più di 200 chili di carrozzina…". L'esito è purtroppo quello che non dovrebbe capitare: "Per la mia amica, la mostra che tanto aveva desiderato vedere si è conclusa prima ancora dell’inizio, davanti all’ingresso e senza nessuna possibilità di entrare". E, altrettanto amara la conclusione: "Da laureato in Architettura, capisco le difficoltà di adattare un palazzo antico alle moderne necessità ivi comprese l’accessibilità ai disabili, e capisco a maggior ragione la difficoltà legate all’organizzare eventi in un palazzo in ristrutturazione con tutte le problematiche che questo comporta. Credo però che alcuni di questi problemi non possano essere sottovalutati: l’accessibilità ai locali pubblici è un diritto per tutti e come tale deve essere garantita; a differenza della mia amica che, comprensibilmente, non accetta alcun tipo di compromesso in materia, credo che in certi casi una soluzione di ripiego deve essere prevista e possa essere accettata: una normale carrozzina di servizio doveva essere messa a disposizione della mostra, a maggior ragione visto che il personale in servizio ci ha informati che il problema si era già posto nei giorni scorsi. Una soluzione di questo tipo, non necessitava del progetto di Renzo Piano. Bastava buon senso unito ad un po’ di sensibilità. La mostra di Chagall rimarrà, per la mia amica, uno dei tanti desideri inespressi che si va ad aggiungere ad una lunga lista nonché l’ennesima battaglia persa contro i mulini a vento, battaglia che non ha più la forza e la voglia di combattere. Ma il punto è che (forse) non si tratta di un desiderio in più o in meno di una persona. Credo che nel 2018 certi problemi dovrebbero essere superati, che indignarsi non serva a nulla e credo soprattutto che le battaglie per i diritti non debbano essere combattute solo da chi ha già dei problemi ma da chi ha la fortuna di essere esente nonché la posizione e la possibilità per farlo".