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BARDI

E' morto Angelo Lampredi, combattente e reduce

06 novembre 2018, 06:00

E' morto Angelo Lampredi, combattente e reduce

Erika Martorana

Commozione in Valceno per la scomparsa del quasi centenario Angelo Lampredi. Nato a Bardi il 28 aprile del 1919 dai genitori Pietro e Maria Furlotti, visse per molto tempo all'interno del castello, insieme alle tre sorelle e ai tre fratelli. Da giovane fu, poi, impiegato come canneggiatore a servizio dei tecnici del Catasto. Dopo la chiamata anticipata alle armi, Angelo, divenuto, nel frattempo, caporale maggiore di artiglieria, venne inviato, dal 1° dicembre 1940 al 23 ottobre 1941, sul fronte greco-albanese, per partecipare alle operazioni di guerra con il reggimento Artiglieria di Corpo d'Armata. Proprio in quel periodo, però, si ammalò di malaria e, dopo due mesi di ospedale, fu rimandato a casa in convalescenza per 30 giorni con una licenza straordinaria.

Passato questo mese, fece ritorno in Grecia, dove riuscì ad ottenere un permesso di soggiorno che gli permise di trovare anche un lavoro come falegname nell'isola di Salamina. Con grande astuzia, dopo un periodo di prigionia, nel luglio del 1946 riuscì a salire, sfuggendo ai controlli, su una nave diretta in Italia e sbarcò, così, a Brindisi. Con il treno, percorse poi tutta la costa adriatica ed arrivò a Parma. Si incamminò verso Bardi dove riprese piano piano la sua vita, diventando gestore di una pompa di benzina ed ampliando la sua attività con la vendita di bombole di gas in Valceno. Nel 1947 si sposò con Bianca Levrieri, originaria di Sorbolo. Dalla loro unione nacquero 3 figli: Maria Luisa, Silvana e Pietro.

Nel 1985 venne insignito della Croce al Merito di Guerra, conferitagli in riconoscimento dei sacrifici da lui sostenuti in guerra. Nel 1992 la sezione di Parma dell'Associazione nazionale combattenti e reduci gli conferì il diploma di benemerenza con medaglia d'argento, ed, infine, il 2 giugno 2007, ricevette anche l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana. Tra le sue grandi passioni la moto, la caccia, l'affetto per il proprio territorio d'origine e, soprattutto, l'amore incondizionato per la sua adorata famiglia, che gli è stata sempre accanto.

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