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CENTENARIO

Grande Guerra, lapidi illeggibili

07 novembre 2018, 06:00

Grande Guerra, lapidi illeggibili

GIAN LUCA ZURLINI

In questi giorni sono numerose le cerimonie, gli incontri e le mostre dedicate alla ricorrenza del centenario della fine della Grande Guerra, come è stata denominata la Prima Guerra Mondiale.

Una ricorrenza importante, visto che con la resta degli austro-ungarici il 4 novembre del 1918 e dei tedeschi alcuni giorni dopo si chiudeva una pagina della storia mondiale. E per quanto riguarda la nostra città sono numerose le testimonianze e i ricordi di quel conflitto che evve come protagonisti anche numerosi militari parmigiani. Purtroppo però, come ci segnala il nostro lettore Giuseppe Pattini «molte delle lapidi poste a ricordo delle imprese dei nostri soldati sono ormai da tempo del tutto illeggibili». Un fatto documentato dallo stesso Pattini con diverse fotografie. Il caso più eclatante riguarda il monumento alla Vittoria di viale IV Novembre, restaurato una trentina d'anni fa in occasione della costruzione del parcheggio sotterraneo di viale Toschi, che però vede già «scomparse» le scritte sul marmo, a partire dal celebre «bollettino della vittoria» diramato dal generale Armando Diaz. Le parole si possono solo intuire, più che leggere, così come i nomi dei caduti che compaiono (ma sarebbe meglio scrivere dovrebbero comparire) sui monumenti collocati di fronte alle ex sedi comunali di San Pancrazio alla Crocetta e di Baganzola. Qui tutto quello che è stato scritto sul marmo bianco è stato scolorito dal tempo e nessun intervento è stato fatto per poterne ripristinare un'agevole lettura.

«Speravo che con l'occasione del centenario si pensasse a un recupero delle targhe e delle scritte sui monumenti che ricordano la Prima Guerra Mondiale - dice Pattini - ma purtroppo questo non è avvenuto e a questo punto temo che le cose rimarranno immutate ancora per molti anni». Una memoria storica, importante, quella documentata dal nostro lettore. Che tra l'altro, ha scoperto anche una statua collocata all'interno del parco di un'abitazione privata in zona San Lazzaro costruita nei primi decenni del secolo scorso e sottolinea come «ci siano personaggi come Michele Vitali, al quale un tempo era dedicata una scuola oggi non più esistente, che di fatto sono stati dimenticati». Diverso il destino per Paolo Racagni la cui memoria è stata celebrata di recente durante l'inaugurazione della nuova scuola a lui dedicata in via Bocchi e anche a settembre con un busto collocato davanti alla sede cittadina degli alpini».

Ma il punto è che la maggior parte delle testimonianze storiche collegate alla Grande Guerra sono oggi in cattive condizioni di manutenzione. E servirebbe un piccolo sforzo da parte soprattutto del Comune «almeno - dice Pattini - per fare in modo che lapidi e scritte tornino a essere leggibili».

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