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IL PERSONAGGIO

Graziano Ferrari, il fotografo di moda partito da Ghiare di Corniglio

07 novembre 2018, 06:00

Graziano Ferrari, il fotografo di moda partito da Ghiare di Corniglio

BEATRICE MINOZZI

CORNIGLIO «Questo bimbo ha l'occhio vispo, parla poco ma vede tutto». Ci aveva visto lungo Ada Schianchi guardando negli occhi il piccolo Graziano Ferrari.

Oggi Ada non c'è più, ma il tempo le ha dato comunque ragione. Quel bimbo dall'occhio vispo ha fatto la storia della fotografia di moda e da Ghiare di Corniglio è approdato davanti ad alcune delle più note passerelle dell'alta moda femminile.

Ha fotografato modelle del calibro di Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Carla Bruni, Kate Moss e Cindy Crawford.

Lui le chiama semplicemente per nome. «Questa è la Naomi - dice mentre riguarda sul pc le foto scattate negli anni ‘90 -, qua c'è la Claudia e questa è la Cindy».

Come se fossero le ragazze della porta accanto. Ma come ha fatto il bambino di Ghiare con l'occhio vispo a diventare «The King», il Re della fotografia in passerella? Nato nel ‘49 a Ghiare, Graziano visse per un periodo con i nonni dopo che papà Arturo, mamma Lina e la sorella Ave partirono per Milano. Stavano sul monte Grugola «dove il mio sguardo poteva spaziare fino a Reggio Emilia - ricorda Graziano - e lì viaggiavo, oltre che con lo sguardo, con la fantasia».

Il piccolo Graziano si riunì presto alla sua famiglia e si trasferì a Milano, senza però recidere mai il doppio filo che lo lega alle sue origini. A farlo avvicinare per primo al mondo della fotografia è stato un amico e a soli 16 anni Graziano già sapeva che avrebbe fatto il fotografo. Iniziò a lavorare in uno studio, ma la sua carriera è decollata seguendo la tournée europea degli Aphrodite Child e con le foto di Jimi Hendirx, «che mia madre vendette per 150 mila lire, negativi compresi, mentre ero a militare» ricorda con un sorriso amaro sul volto.

Tornato dalla leva si occupò delle campagne pubblicitarie di marchi come Campari, Bankamericard e Kinder Ferrero. Aprì uno studio tutto suo e da lì ha iniziato a seguire le sfilate. Una passione, quella per la fotografia di moda, che Ferrari non ha abbandonato nemmeno dopo un brutto incidente in moto nel quale ha perso una gamba.

«Sono tornato subito al lavoro - ha raccontato - ed avere una gamba in meno non mi ha fermato neppure dal correre la Parigi-Dakar». Il breve periodo di stop forzato lo ha però spinto a riflettere. «Dovevo staccarmi da quello che mi chiedevano gli art director - spiega - e usare il mio intuito».

E' così, usando il suo intuito e la sua creatività, che Graziano Ferrari è diventato leggenda, «inventando» un nuovo modo di fotografare le modelle in sfilata. «Tutti stavano sotto la passerella - ricorda -, io presi una scala e mi misi lontano, davanti alla passerella, da dove potremo dominare la scena usando un teleobiettivo».

Oggi la fotografia delle sfilate si fa così, come per primo ha fatto Ferrari. L'amore per la passerella non si è affievolito neppure oggi, nonostante il mondo della moda sia radicalmente cambiato: «allora le modelle interpretavano i vestiti - ammette -, oggi sembra solo una catena di montaggio. Io, comunque, farò il fotografo per tutta la vita, anzi, fare il fotografo è la mia vita».

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