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EX SALAMINI

Viaggio tra chi lavora nel quartiere: «Un'area che merita di essere valorizzata»

08 novembre 2018, 06:00

Viaggio tra chi lavora nel quartiere: «Un'area che merita di essere valorizzata»

Vittorio Rotolo

L’area che un tempo ospitava la storica fabbrica della Salamini ha mantenuto lo stesso aspetto di una volta. Almeno dal punto di vista dell’impatto visivo.

I capannoni infatti sono sostanzialmente quelli, sebbene il dedalo di strade che si snoda lungo questo vasto insediamento artigianale accolga oggi numerose attività, alcuni locali e qualche luogo di culto, frequentato da comunità straniere.

Poi, c’è la parte più «visibile», almeno per chi percorre la via Emilia, ma che nelle ore notturne diventa pure la più pericolosa, per la presenza di prostitute e spacciatori, posizionati agli angoli delle strade.

Di tutto questo, per loro fortuna, titolari, responsabili e dipendenti di negozi e piccole aziende, vedono poco. O addirittura nulla. Ciascuno di loro, tuttavia, se avesse fra le mani una bacchetta magica, saprebbe benissimo cosa fare.

STEFANO PEDRELLI

«Vorrei vederla riqualificata, quest’area» afferma Stefano Pedrelli, titolare della palestra Maxxus di via Meazza. «Pensi – racconta – che alla Salamini lavorava mio padre: se guardo i capannoni mi rendo conto come, da cinquant’anni a questa parte, non sia cambiato nulla. Occorrerebbe un rinnovamento complessivo». Gli aspetti positivi, tuttavia, non mancano, per chi gestisce un’attività. «Sicuramente è un posto facilmente raggiungibile – osserva Pedrelli –. Io ho aperto qui la mia palestra per l’ampia possibilità di parcheggio e, magari, intercettare pure quella fascia di lavoratori che sfrutta la pausa per mantenersi in forma...».

GRAZIANO COSTELLA

Graziano Costella è invece un dipendente della Pribar Srl, azienda che commercializza prodotti vinicoli.

«Sono qui da quindici anni ormai e particolari problemi legati alla sicurezza non ne ho mai riscontrati. Certo – fa notare – il luogo in cui ci troviamo è un po’ isolato, però i controlli da parte di Polizia e Carabinieri ci sono». Il senso di abbandono che sembra emergere, visitando questa zona artigianale, forse è solo apparente.

LUCA SFULCINI

«L’immagine dei capannoni abbandonati e delle palazzine di uffici semivuote, intristisce parecchio. E qualche cliente me lo ha fatto notare» dice Luca Sfulcini, titolare della De Simoni Divisione Professionale, specializzata in servizi tecnici per eventi.

«Ma l’area ex Salamini è comunque viva. Noi l’abbiamo scelta perché cercavamo una sede che fosse vicina al centro, ma anche sufficientemente comoda dal punto di vista logistico: via Scirea risponde pienamente a tali requisiti. Se ci sono stati episodi spiacevoli? Circa un mese fa, qualcuno ha dato fuoco ai nostri cassonetti per la raccolta differenziata. Però so di aziende che hanno subito furti, anche importanti».

MARCO LIBASSI

Per Marco Libassi, responsabile dell’Erreà Play di via Tazio Nuvolari, «a livello commerciale ci sentiamo privilegiati, visto che il nostro punto vendita è collocato su una strada di passaggio. Ma qui – rileva – servirebbero forse pure altre attività in grado di attrarre un pubblico più giovane».

ANDREA VALLA

A poca distanza troviamo il «Caffe Industry», bar-ristorante gestito da Andrea Valla. «È un vero peccato che questa area non venga valorizzata a dovere – rimarca – perché, fra negozi ed aziende, il movimento di gente c’è». Alla sera, però, la «movida» va in scena più in là. «Noi lavoriamo prevalentemente al mattino ed in pausa pranzo – spiega Valla – mentre alla sera apriamo solo in occasione di particolari eventi da noi stessi organizzati, concerti e degustazioni. Un’attività come la nostra avrebbe bisogno di lavorare sempre, non solo di giorno».

STEFANO GANDINI

Dall’altro lato del quartiere, in strada Beneceto, si riscontra qualche problema in più. «Il miglioramento della viabilità ci ha aiutati – sostiene Stefano Gandini, titolare dell’omonima falegnameria – ma la sensazione di isolamento è palpabile, visto che tante aziende hanno chiuso. Abbiamo subito due furti, l’ultimo qualche anno fa: hanno portato via tutto. E non mancano nemmeno gli incivili, che qui attorno depositano sistematicamente ogni genere di rifiuto».

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