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INTERVISTA

Davide Van de Sfroos: «Al Teatro Magnani “Künta e kanta”, un po' come se fossimo in osteria»

di Leonardo Sozzi -

09 novembre 2018, 16:14

Davide Van de Sfroos: «Al Teatro Magnani “Künta e kanta”, un po' come se fossimo in osteria»

Racconti di canzoni e canzoni da raccontare. Sarà un appuntamento da non mancare quello di domani sera al Magnani di Fidenza (ore 21, ingresso libero). A teatro Gianluigi Negri con Mangiamusica ci porta il cantautore laghée (poeta e scrittore, un «cronista antropologico» come si è definito) Davide Van De Sfroos. Racconterà e canterà in versione acustica, un po’ come se si fosse a tavola tra amici.

«Künta e kanta»: allora, cosa ci aspetta a teatro?
«E’ la fine di un percorso cominciato in primavera, da quando sono andato in giro in versione folk, chitarra e violino. Con la presenza di Enzo Gentile (il critico musicale che lo «intervisterà» domani sera, ndr) andremo a scavare in quello che sta dietro le canzoni. Una sorta di occasione per vivere questo evento in modo molto conviviale, tipico di ambiti di questo tipo. Senza quel confine così solido tra artista e pubblico dei concerti tradizionali».

Come se fossimo in osteria...
«Sì, c’è la volontà è di mescolare la propria storia con le canzoni. E' quando si mangia e si beve che si tende un po' a raccontare e raccontarsi».

Cosa ci racconterà?
«Le mie storie e anche quei ponti che passano tra una storia e l'altra. E ci sarà di mezzo la poesia, tipica di chi fa assaggi e prova emozioni...»

Viene anche da un momento dove si è dedicato alla scrittura: è appena uscito il suo libro «Ladri di foglie» (La nave di Teseo)...
«Sì, nasce in un momento dove non è stato facile bluffare. Nell’autunno scorso mi sono fermato per un momento di riflessione. Mi sono ritagliato tempo per girare nei miei posti, in mezzo alla natura, alle radici di quello che potevo incontrare dentro e fuori di me. Ma il libro era in corso e bisognava finirlo, così l’ho proprio usato come timone per poter arrivare al centro di tanti argomenti. Che poi fanno parte un po’ di tutti noi».

Cosa racconta nel libro?
«Sono 15 storie che hanno come oggetto 15 personaggi, diversi tra loro. Ma nonostante non siano come me c’è tanto di me in loro. Facendo leva su una sensazione o sull’altra mi sono poi trovato a dover vuotare il sacco. Senza sconti e senza poter barare».

E dal punto di vista musicale che progetti ha?
«Nell’immediato un tour invernale nei teatri, una ventina di date, da gennaio. E lì vorrei ripristinare quello spirito notturno un po’ jazz, agrodolce, tipico delle canzoni abbandonate nei cassetti, molto adatto alla disposizione teatrale».

Nuove canzoni?
«Ce ne sono parecchie, ma sto ragionando su come affrontare un eventuale nuovo lavoro perché viviamo un tempo dove il disco non capiamo più bene cosa sia… Canzoni ce ne sono: prendendo quelle pronte sarebbero già una ventina, ma potrebbe venirmi voglia di scrivere qualcosa di nuovo, di diverso, e allora non mi voglio far fretta».

Lei è riuscito a narrare - principalmente in dialetto - con grande originalità, la sua terra di lago e soprattutto la gente che ci vive e ci ha vissuto. E questo raccontare l'identità di un territorio non ha mai avuto un atteggiamento di chiusura. Insomma, narrare delle avventure del Cimino e dell’Alain Delon di Lenno non porta a chiudersi e ad alzare muri, vero?
«Ho speso tantissimo della mia esistenza artistica e della mia energia per cercare di raccontare qualcosa di autentico e che riguardava un territorio lontano, il più possibile, dalle bandiere e dagli steccati che tanto dolore hanno provocato non solo a me ma anche a tanti altri. Oggi come oggi, dopo queste mie ultime crisi, voglio raccontare quello che io ho da raccontare e cerco di stare il più lontano possibile da queste latitudini pruriginose. Tanto, guarda, di giustizieri mediatici, sia improvvisati che togati, ce ne sono tantissimi. Nella poesia io metto la mia forza. E’ quello che mi fa vincere o perdere con i miei demoni, ma alla fine mi lascia autentico».
Durante la serata, sempre gratuitamente, si terrà la degustazione delle birre del Birrificio Toccalmatto.