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Fondazione Agnelli: ecco le scuole migliori di Parma. Il commento dei presidi

09 novembre 2018, 06:00

Fondazione Agnelli: ecco le scuole migliori di Parma. Il commento dei presidi

E' tempo di classifiche e la Fondazione Agnelli pubblica «Eduscopio», ovvero educare alla scelta, prima di tutto universitaria: una mappa a disposizione di studenti e genitori in cui trovare le scuole superiori migliori, città per città, in vista delle prossime iscrizioni di gennaio.

In questa edizione, la Fondazione Agnelli ha analizzato i dati di 1.260.000 diplomati in Italia nel triennio 2012-2015 nei diversi indirizzi scolastici. Licei ma anche tecnici e professionali e il criterio cambia: per i primi si basa sulla riuscita universitaria dei diplomati e cioè sugli esami superati e sulla media dei voti; per i secondi la valutazione guarda anche al dato occupazionale. Al di là del fatto che le classifiche e le competizioni possano piacere o non piacere, anche perché i criteri su cui si basano possono essere considerati relativi (se si escludono i dati occupazionali sui quali non ci possono essere dubbi) cosa si dice delle scuole di Parma? Che, entro un raggio di 30 chilometri, quelle della vicina Reggio Emilia sono leggermente «migliori», ma solo a una prima analisi.

INDICE UNIVERSITARIO

Per il liceo classico, il Romagnosi vince la sfida con un punteggio di 74,5: seguono l'Ariosto Spallanzani di Reggio Emilia con 72,62, il Paciolo D'Annunzio di Fidenza con 71,25 e il Maria Luigia con 67,71. Per il liceo scientifico è ancora l'Ariosto-Spallanzani in pole position con 84,48, segue il Marconi con 83 e poi a scendere tutti gli altri licei: Paciolo-D'Annunzio 80,91 (quarto), Ulivi con 75,97 (ottavo), Bertolucci con 70,05 (nono) e San Benedetto con 59,08 (undicesimo). Per la sezione linguistica: primo è l'Aldo Moro di Reggio Emilia con 72,69, secondo è il Marconi con 72,42 e a scendere il Paciolo D'Annunzio che è quinto con 59,36. Per il liceo artistico: primo il Pascal di Reggio con 67,93, che precede il nostro Toschi con 56,17. Per l'indirizzo tecnico economico, sempre secondo i parametri universitari, il Melloni è quarto con 53,97 (al primo posto il Sanfelice di Viadana con 59,53), il Paciolo D'Annunzio è sesto con 52,87 e il Bodoni è ottavo con 48,95. Per l'indirizzo tecnico tecnologico: l'Itis Leonardo da Vinci è secondo con 64,57 dopo il Pascal di Reggio con 68,71, il Rondani è quarto con 60, il Galileo Galilei è sesto con 57,35, il Bocchialini è nono con 47, 87.

INDICE DI OCCUPAZIONE

Ma se invece nella ricerca utilizziamo i parametri occupazionali, le scuole di Parma trionfano. Per il tecnico economico il Bodoni è primo con 67,26, il Galileo Galilei è secondo con 65,16, il Melloni è terzo con 60,59, il Paciolo D'Annunzio è quinto con 55,87, a seguire tutte le scuole di Reggio e del Mantovano. Per il tecnico tecnologico l'Itis Leonardo da Vinci è secondo, il Berenini di Fidenza è terzo e, in classifica, c'è anche il Gadda di Fornovo. Così per l'indirizzo professionale il Magnaghi di Salso è secondo. E' ben piazzato lo Zappa Fermi di Bedonia e Borgotaro, che nell'indirizzo tecnico economico e nel professionale è primo, nel suo raggio di azione. M.V.

GUIDO CAMPANINI

«Le classifiche sono sempre interessanti - commenta il preside del liceo Romagnosi Guido Campanini -, ma bisogna capire bene come vengono fatte. E chi sono le scuole coinvolte. Paragonare un liceo classico come il Romagnosi con sei sezioni ad altri licei classici che ne hanno una o al massimo due non è corretto. Eduscopio ha un senso soprattutto in grandi città, come Milano o Roma, là dove il confronto tra più licei è paritetico, mentre in città di provincia, come Parma, il confronto è relativo. Inoltre, questi dati non tengono conto del coefficiente di difficoltà degli esami universitari. E non tengono nemmeno conto di un altro dato che per il Romagnosi si può rilevare: un numero piccolo ma non piccolissimo di diplomati che si iscrivono direttamente a università estere. Alla fine, la classica non considera le differenze fra i diversi dipartimenti e le diverse università. Per più motivi, per città come la nostra la consultazione di queste graduatorie non è sempre funzionale».

ALUISI TOSOLINI

«Dal momento che i dati si riferiscono al 2012-2015 è bene sottolineare che il Bertolucci aveva i primi, pochi, diplomati all'università - spiega Aluisi Tosolini, preside del liceo Bertolucci -. Le graduatorie non possono essere assolutizzate, semplicemente perché la valutazione di una scuola non può essere ridotta alla media dei voti degli esami universitari e nemmeno dipendere dal numero dei diplomati in regola, così come fa Eduscopio, e cioè sul numero di ragazzi che hanno terminato le superiori senza essere bocciati o rimandati in altri istituti: secondo questi criteri, le scuole più selettive e meno inclusive ottengono valori più alti. E non è tutto: si considerano i voti universitari senza in nessun modo chiedersi se la didattica universitaria sia innovativa. Sarebbe utile sapere se all'università le competenze trasversali sono valorizzate oppure se prevale ancora l'aspetto nozionistico. Per cui, si giudica la scuola a partire da un parametro non sottoposto a giudizio».

ALESSANDRA TAVONI

«Sono molto soddisfatta del traguardo raggiunto dall'istituto Bodoni - ha confessato la dirigente scolastica Alessandra Tavoni -, proprio perché la nostra è una scuola che lavora sullo sviluppo delle competenze trasversali: didattica innovativa, problem solving, lavori di gruppo, attività laboratoriali sia in informatica che in lingue straniere. Una scuola che da tempo aiuta tantissimo gli studenti e offre dei servizi a sostegno e a potenziamento delle loro abilità di base. Tant'è che le aziende sono molto interessate al profilo professionale dell'istituto economico e allo studente che esce ben formato in economia aziendale».

Ma cosa pensa di queste classifiche? «La ricerca della Fondazione Agnelli è sempre molto seria - continua Tavoni - oltre al fatto che i dati occupazionali sono oggettivi. Ci sono molte aziende sempre più interessate ai diplomati del settore economico aziendale. E la nostra scuola cerca di rispondere a questa domanda con un'offerta formativa al passo con i tempi».

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