Sei in Archivio bozze

Fornovo

L'allarme del sindaco: «Taro, Riccò e Sporzana, tre minacce al territorio»

09 novembre 2018, 06:00

L'allarme del sindaco: «Taro, Riccò e Sporzana, tre minacce al territorio»

DONATELLA CANALI

FORNOVO Il sindaco di Fornovo lancia l'allarme: il torrenti Sporzana, il Rio Riccò e il fiume Taro minacciano infrastrutture e industrie. «Dobbiamo aspettare la prossima tragedia annunciata?», incalza il primo cittadino.

Con una lettera rivolta all'Aipo (Agenzia interregionale fiume Po), all'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione Civile, al Servizio area affluenti Po, all'Autorità di Bacino fiume Po, al prefetto Giuseppe Forlani, all'assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna, Paola Gazzolo, nonché ai parlamentari Giovanni Tombolato e Gabriella Saponara, il sindaco Emanuela Grenti ha risollevato i problemi del rischio idraulico, alto in alcuni casi, più volte trattato con le autorità competenti e ancora irrisolto.

«Non siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi auspicati, probabilmente per la mancanza di risorse economiche - scrive il sindaco - Mi auguro che questa segnalazione non si trasformi nell'ennesima “tragedia annunciata”, come insegna la cronaca di questi giorni, quando, a valle delle disgrazie, si ricercano le responsabilità».

La Grenti sottolinea come in questi anni, nonostante la competenza idraulica non sia in capo ai comuni, l'amministrazione abbia investito risorse economiche per commissionare studi idraulici sui torrenti Sporzana, Rio Riccò e sul fiume Taro, i quali hanno tutti evidenziato problemi ad oggi risolti solo in minima parte.

«Uno studio idraulico sul torrente Sporzana - scrive il sindaco- affidato dal Comune ad un ingegnere idraulico, ha evidenziato il rischio incombente sulla frazione della Salita. Il servizio tecnico di Bacino ha realizzato un argine che ad oggi è impossibile collaudare perché andrebbe completato con un rivestimento necessario ad impedirne l'erosione. Attualmente nessuno fa manutenzione all'argine - continua il sindaco - Si rischia di disperdere anche le ingenti risorse già investite sul manufatto. Inoltre il torrente Sporzana, non potendo sfociare liberamente nel Taro per un sovraccumulo di ghiaia, continua a saturare le arcate del ponte sulla strada statale 62 e sulla ferrovia aumentando il rischio di esondazione, oltre a compromettere le infrastrutture stesse».

Nel limbo anche la situazione del rio Riccò, anch'esso oggetto di uno studio, che ha previsto interventi per mitigare il rischio, ma che ad oggi si sono tradotti nell'unico sistema di tutela degli abitanti: il semaforo che si attiva automaticamente qualora pluviometri e idrometri installati superino i livelli previsti dal sistema di monitoraggio facendo scattare il rosso del semaforo.

Poi c'è il Taro: uno studio commissionato da Eni ha messo in evidenza un aumentato rischio idraulico. Il fiume attualmente mette in pericolo le numerose imprese già insediate vicino alle sponde.

Per dare seguito al protocollo sottoscritto con le autorità competenti, il sindaco auspica «un rapido intervento di manutenzione volto a ridurre il sovralluvionamento ricompreso tra il ponte stradale e quello ferroviario, mirato ad evitare l'erosione delle sponde e quindi a salvaguardare le aziende insediate. Detto ciò, sebbene, come più sopra anticipato, i comuni non abbiano competenza idraulica sui corsi fluviali, pensiamo di avere comunque svolto un ruolo attivo di tutela del nostro territorio e dei cittadini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal