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SALSOMAGGIORE

Alla mini Leopolda arriva a sorpresa Matteo Renzi. Parte la corsa al congresso

10 novembre 2018, 06:00

Alla mini Leopolda arriva a sorpresa Matteo Renzi. Parte la corsa al congresso

Pierluigi Dallapina

A sorpresa, l’ispiratore della convention, Matteo Renzi, è uscito dal Grand Hotel di Salsomaggiore alle 16 in punto e a piedi si è diretto verso il Teatro Nuovo dove, contrariamente alle previsioni, ha preso la parola per dare la scossa alle 300 persone circa arrivate nella località termale per «Italia 2030», la due giorni che ha chiamato a raccolta i fedelissimi dell'ex premier per tentare la scalata al Pd in vista del congresso del partito, atteso entro i primi mesi del 2019. Renzi, che non sarà il candidato, punta su Marco Minniti, in attesa che l'ex ministro dell'Interno, considerato un «uomo d’ordine», sciolga finalmente le riserve e si getti nella mischia, già affollata da altri aspiranti segretario. Minniti, ieri pomeriggio, a Salsomaggiore non si è fatto vedere, suscitando un po' di impazienza fra quelli che aspettano da lui lo scatto in avanti definitivo. Renzi il rottamatore, almeno per ora, gioca a fare quello defilato. «Ragazzi oggi non c'è notizia, questa è una giornata no news. Sono qua per ascoltare poi domani (oggi per chi legge, ndr), parlerò. C'è un gruppo di parlamentari, a cui si è aggiunto qualche consigliere regionale e qualche amministratore locale, riunito per ragionare», dichiara l'ex presidente del consiglio, mentre dal Grand Hotel si avvicinava alla sala del teatro, sfilando lungo viale Romagnosi, facendo finta di non sapere che lui, ogni volta che si muove in pubblico, fa notizia. Indipendentemente da quello che dice o fa.

«Nasce la corrente di Renzi? No, nel modo più categorico no. Minniti? Marco non credo che venga. La sua riserva sta durando parecchio? Questo chiedetelo a lui. Ha detto che avrebbe sciolto la riserva quando c'era l’assemblea», aggiunge l'ex segretario, poco prima di entrare in «conclave». Forse più amato fuori dal Pd che non dal suo stesso partito – una parte consistente gli rimprovera di aver snaturato lo spirito del centrosinistra e di averlo mandato in frantumi – Renzi continua comunque a piacere alla gente comune, come dimostrano le richieste di selfie che gli hanno rivolto non tanto i partecipanti all'assemblea, quanto le persone incontrate per strada. Giusto il tempo di un caffè lungo il viale e poi l'ex premier si è gettato fra le braccia dei suoi, che lo attendevano al Teatro Nuovo per dare il via alla due giorni organizzata dal deputato Gianluca Benamati, l'uomo di Renzi in Emilia Romagna. «Abbiamo scelto Salso perché qui, in un momento difficile, Filippo Fritelli ha rivinto le elezioni comunali», spiega Benamati, lodando il primo cittadino di Salsomaggiore, fra i presenti all'incontro insieme ad altri esponenti del Pd locale, come i consiglieri regionali Alessandro Cardinali e Massimo Iotti, l'ex senatore Giorgio Pagliari e l'assessore regionale all'Ambiente, Paola Gazzolo.

Nella prima giornata di dibattito Renzi, presa la parola, ha invitato i vari relatori alla massima chiarezza e franchezza, affinché venga chiarito cosa c'è da aggiustare nell'area di partito che si riconosce nell'ex rottamatore. Sarà anche per questo che la sala era interdetta ai giornalisti, per consentire massima libertà di parola durante una convention presentata da tutti come un'occasione di dibattito e non come l'atto fondativo della corrente renziana nel Pd. A ribadirlo è stato anche il deputato Roberto Giachetti, che ha invitato il partito ad aprire i comitati in via di creazione anche ai non iscritti. Intanto, prima di entrare in sala, qualcuno ha lanciato una battuta fulminante: «Vediamo se questa riunione sarà come il Titanic oppure se diventerà qualcosa di più solido».

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