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Inchiesta

Incubo furti: «Io? Voglio fuggire da Parma»

10 novembre 2018, 06:03

Incubo furti: «Io? Voglio fuggire da Parma»

Laura Frugoni

«Sa qual è il mio progetto di vita? Andare via. Io e mio marito ci stiamo pensando da parecchio e non certo a cuor leggero. Si sa quanto noi parmigiani siamo attaccati alla nostra città. Ma se arrivo all'età della pensione, voglio godermela. Non vivere nella paura». Eccoci qui: nel salotto di Paola, davanti a un caffè appena fatto («spero sia decente, col caffè sono una frana»), dopo aver raccolto il suo invito rispondendo a una chiamata che aveva il tenore di un mayday. Chi è Paola: una bella signora che riesce ad essere elegante anche in jeans scoloriti e sneakers, che non alza i toni nemmeno quando le parole diventano sciabolate. Abita a Porporano, quartiere residenziale fin troppo tranquillo, in un'infilata di case a schiera, graziosi bunker formato famiglia. Quando la padrona di casa apre la porta blindata per farci entrare si sente il tric-trac delle mandate, e sono le quattro del pomeriggio. Non sta per raccontarci l'ennesimo vis-à-vis con il ladro di turno. A lei non hanno rubato nulla e a pensarci già questa è una notizia. «Io non conosco più nessuno, tra amici-vicini-conoscenti, che non abbia subito un furto: almeno uno, visto che tanti sono al secondo o al terzo. Siamo qui dal 2011, abbiamo abitato anche a Basilicanova: era uguale. In questa strada ci sentiamo assediati: la mia vicina l'altro giorno alle sei di sera si è trovata un ladro in casa, era da sola con un bambino piccolo. Si era arrampicato sul pluviale e buttato dentro. Quando s'è visto scoperto, si è buttato giù da quattro metri d'altezza ed è scappato via. Sono andati anche dalla famiglia della villetta appena più avanti. Dopo hanno messo le inferriate: sono brutte, ti fanno sentire in prigione... ma cosa si deve fare? C'è chi ha preso il cane e l'ha addestrato, chi installa l'allarme come abbiamo fatto noi, le assicuro che è la cosa più costosa che si può trovare in questa casa. Ma questo mica lo sanno, i ladri». Perché lanciare un sos al nostro giornale? «Perché non ho avuto risposte da nessuno. Io ho paura. Non sono ancora stata derubata ma la prospettiva è molto prossima. Ti senti accerchiato: sai che prima o poi succederà anche a te. Queste persone non è che quando arrivano suonano la fanfara: entrano e in cinque minuti fanno tutto. E poi: tu sai chi ti viene in casa? C'è il nomade che punta agli orecchini pensando che siano veri, ma ci sono anche i ladri violenti...». Le cronache sono piene di questi spiacevolissimi incontri ravvicinati. Cosa si può fare, secondo Paola? «Noi singoli cittadini possiamo fare ben poco. Ci dev'essere una collaborazione tra noi e chi sta sopra di noi, ma sarebbe meglio dire al fianco. Io non so come si possa arginare un problema, che a Parma è “il problema”. Lo spaccio sotto casa? Ho un figlio negli scout, vado sempre a prenderlo in San Leonardo. I pusher, potrei salutarli uno per uno. Ma sono problemi diversi, il fatto che ci sia gente libera di entrare in casa tua e fare quel che vuole è l'emergenza vera». Chi vede darle, le risposte? «Le forze dell'ordine lo vedo che si danno da fare, ma quando si ritrovano con tre macchine in tutta Parma, cosa possono fare di più? Bisogna dargli gli strumenti, magari facendo una programmazione sul lungo periodo. Non sta a me dare una soluzione, c'è gente che è stata eletta per questo. Certo, la cosa peggiore è nascondere la testa sotto la sabbia e dire che il problema non esiste. Le soluzioni possono essere tante. Magari dare qualche funzione in più ai vigili, oltre alle multe per divieto di sosta. Io credo che ci voglia più attenzione a tutti i livelli: queste persone devono essere assicurate alla giustizia, altrimenti non si fermeranno. Non hanno niente da perdere». Altrimenti, rimane solo la soluzione finale: andarsene via. «Noi ci stiamo pensando seriamente. Conosco tanti pensionati parmigiani che vivono all'estero. Il risultato è che i giovani vanno via perché non c'è lavoro, gli anziani perché non si sentono sicuri nell'età più fragile. Così si azzera una progettualità di vita in questa città. Ma per avere quella, bisogna garantire sicurezza».

BOLLETTINO DI GUERRA: OTTO CASE SVALIGIATE

Luca Pelagatti

Otto giovedì, sei mercoledì, cinque martedì. E stiamo parlando solamente di quelli denunciati ad una sola delle forze dell'ordine. Che quello dei furti in appartamento sia una emergenza, ormai, lo si sa da parecchio tempo. E nonostante le statistiche fotografino un quadro tutto sommato abbastanza rassicurante - la percentuale delle denunce nella nostra provincia, nell'ultimo anno, si è ridotta di circa il 3% - resta tuttavia la cronaca spicciola, quella che nasce sfogliando il mattinale degli uomini della polizia. Che nelle ultime ore hanno dovuto fare un vero e proprio tour de force per visitare tutte le case che hanno subito l'assalto dei topi di appartamento. Gli stessi che in questi giorni, nonostante, servizi straordinari di controlli, perlustrazioni e posti di blocco nelle via d'accesso alla città, paiono più scatenati del solito. Per comprenderlo proviamo a seguire un giro dell'orologio: e ad abbozzare una mappa della città sotto attacco. La prima chiamata, giovedì, è arrivata al 113 alle 11.04. In questi casi il contenuto della telefonata è sempre il solito: «Mi hanno forzato la finestra e sono entrati». E' successo in via Ferdinando Bernini, in zona Crocetta, dove qualche ladro agile e fortunato, se n'è andato con un tesoretto da 5000 euro di oggetti d'oro. Nemmeno due ore dopo, altra corsa per la gazzella chiamata in via Digione, in una laterale di viale dei Mille. Anche qui un appartamento a soqquadro e i cassetti svuotati. Ma soprattutto gioielli per 10mila euro svaniti insieme alla somma di 2500 euro in contanti. Sulla dinamica delle razzie poco d'aggiungere: si tratta sempre di abitazioni ai piani bassi dove, per di più, i proprietari non hanno avuto l'accortezza di bloccare le portefinestre. E per ladri quasi acrobati diventa un gioco entrare. Le prime ore del pomeriggio sembrano lasciar respirare. Ma all'ora del ritorno a casa dopo il lavoro l'emergenza esplode. Alle 18.06 i proprietari di una villetta in via Vincenzo Re, zona Vigheffio, restano senza parole: qualcuno è entrato in casa e per farlo si è anche tagliato pesantemente. Lo dimostra la casa buttata per aria e il sangue sparso in giro. Ancora una volta arrivano i poliziotti delle volanti e i tecnici della scientifica: sperando che tra le chiazze spunti una pista da seguire fino ai ladri. Ma la serata è ancora, purtroppo, molto lunga: alle 19.08 occorre precipitarsi in via Stendhal, a lato di via Mantova: qui il colpo è doppio e sono due le abitazioni visitate anche se il bottino è assai scarso. E i malviventi si devono accontentare di una sola borsetta. E' quasi ora di cena: e arriva un altro doppio allarme. Stavolta siamo in via Emilia Est dove tra le 20.36 e le 20.42 sono in due a contattare il 113. Le finestre sono aperte, le stanze un ammasso di oggetti rovesciati. E duecento euro non si trovano più. il bilancio di questo giovedì di ordinarie razzie si conclude qui: ma gli uomini delle forze dell'ordine lo sanno. Tra poche ore arriveranno altre chiamate. E la lunga lista delle case profanate è destinata ad allungarsi.

COLLECCHIO, ENNESIMA RAZZIA IN POCHI GIORNI

Gian Carlo Zanacca

Furto in via Spezia, ieri, all’ora di pranzo. I ladri hanno approfittato dell’assenza dei proprietari per entrare in un appartamento situato in un palazzo lungo il tratto di strada Nazionale ovest che attraversa il paese, verso Fornovo. Hanno manomesso la porta d’ingresso e, una volta dentro, hanno messo a soqquadro l’intero appartamento a caccia di denaro e gioielli. Al loro rientro i proprietari si sono accorti subito di quanto accaduto: i ladri hanno rovistato ovunque. Hanno aperto armadi e cassetti e buttato tutto all’aria. All’appello mancavano alcune centinaia di euro, borsette e monili. Sul posto è immediatamente intervenuta una pattuglia dei carabinieri per i rilievi del caso. I residenti del palazzo non si sentono più sicuri e hanno paura. Il furto si è verificato in pieno giorno e le indagini sono in corso. Si tratta di una modalità anomala in quanto, di solito, i malviventi approfittano dell’oscurità per entrare in azione. Proprio la settimana scorsa, grazie alla prontezza di alcuni vicini di casa ed all’immediato intervento dei carabinieri, sono stati sventati due furti: uno in via Rosselli e l’altro in via Pezzani. Una vicina di casa che ha dato l’allarme è stata addirittura minacciata dai ladri che hanno cercato di intimidirla urlandole: «Vai dentro». I ladri, poi, si sono dileguati su una Mini scura. In questi giorni il problema della sicurezza e dei furti ha conosciuto una recrudescenza: i ladri, infatti, non si sono arresi e continuano a battere il territorio di Collecchio, tanto che qualche giorno fa è stato segnalato un furto in via Valli dove i malviventi sono entrati in un’abitazione ed hanno rubato denaro e gioielli. Il consiglio delle forze dell’ordine è quello di segnalare immediatamente persone e mezzi sospetti in modo da avviare tutti i controlli preventivi del caso.

I CONSIGLI

La casa a prova di ladro? Probabilmente non esiste. E non sarà facile inventarla. Tuttavia è vero che è possibile provare a difendersi. Rendendo la vita difficile alle bande di balordi che si aggirano per le nostra strade armati di cacciavite e faccia tosta.
La porta
Ultimamente i ladri sembrano non attaccare più le porte. Preferendo entrare dalle finestre. Lo dimostrano gli otto colpi di giovedì raccontati qui a fianco: solo in uno dei furti i malviventi hanno forzato la porta. Il motivo di questo cambiamento è la diffusione delle porte blindate di ultima generazione: per aprire una serratura con una vecchia chiave a doppia mappa un ladro abile con un grimaldello bulgaro impiega trenta secondi. Per aprire una a cilindro europeo dovrà lavorare dieci minuti con un trapano. Serve più tempo e si provoca rumore: la differenza è tutta qui. E il ladro va altrove.
Le finestre
Le finestre quindi vanno sempre più protette: nell'80% dei casi le inferriate fanno desistere i ladri. Ma se alle inferriate si abbinano sensori di vibrazione si ottiene una sicurezza ancora maggiore. Utilissimo poi l'allarme: se lo possedete attivatelo sempre, anche se per pochi minuti. I ladri infatti quando parte la sirena sanno di avere poco tempo. E se ne vanno velocemente.

L'IDENTIKIT DELLE ABITAZIONI PIÙ A RISCHIO

Dimmi dove abiti. E ti dirò quanto rischi. E' triste doverlo ammettere: ma le statistiche sui furti in appartamento permettono di abbozzare una specie di identikit delle case più in pericolo. Quelle dove i predatori degli appartamenti è più probabile che provino a colpire. La zona più battuta sembra essere quella a sud della via Emilia, fuori del centro storico. In quella fascia infatti si trovano ampie zone residenziali formate da casette mono-bifamiliari e condomini circondati da siepi. E proprio le siepi, nate per la privacy dei residenti, rappresentano per i ladri una comoda protezione. Che sanno sfruttare al meglio. Secondo un calcolo approssimativo in questa parte della città si registrano più della metà dei furti. Mentre un 30% sono compiuti a nord. I rimanenti colpi? Tra i borghi e le piazza del centro storico. Attenzione all'orologio poi: perché i ladri adorano il buio. Ma quello del pomeriggio. Le ore in cui si registrano più furti sono quelle comprese tra le 17 e le 19. Quando, in questa stagione, anche grazie all'ora solare, c'è già abbastanza oscurità per intrufolarsi nelle case. Mentre i residenti devono ancora rientrare dal lavoro. Molto meno frequenti invece le scorrerie notturne. E la spiegazione è ovvia: di notte le case sono abitate. E anche fuggire è difficile: le strade sono deserte ed è facile essere individuati. Gli appartamenti preferiti dai razziatori sono quelli al piano terreno e al primo piano. Ma tenete d'occhio grondaie e tubi del gas: i malviventi oggi sono agili come acrobati. E arrivano senza fatica sino al secondo piano. I ladri poi prediligono tettoie e coperture di garage da dove è facile raggiungere i balconi in cui, con un cacciavite, forzare una finestra è un gioco da ragazzi. lu.pe.

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