Sei in Archivio bozze

Ladro in manette

Evade dai domiciliari: arrestato, torna... ai domiciliari

11 novembre 2018, 06:01

Evade dai domiciliari: arrestato, torna... ai domiciliari

LAURA FRUGONI

E' una vecchia conoscenza per chi ha buona memoria nei fatti e misfatti di «nera». All'epoca l'avevamo definito «il ladro che torna sul luogo del delitto». Gran faccia tosta. Dopo aver fatto sparire un prezioso orologio nella gioielleria Valenti di via Farini, s'era presentato di nuovo per un bis: ma gli era andata malissimo.

Questo succedeva lo scorso maggio. Dominicano, 37 anni, residente a Genova ma di fatto domiciliato nella nostra città, s'era presentato in gioielleria in veste di cliente indeciso e figlio devoto: «vorrei regalare un paio di orecchini a mia madre. Me ne può fare vedere qualche modello?». Mentre uno dei commessi girava le spalle, si metteva in tasca un Omega da seimila euro. E via con la recita. «Non so, ci penso. Tornerò tra qualche giorno, arrivederci». Ai gioiellieri, poi, era bastata un'occhiata alle telecamere per capire chi avesse rubato l'orologio. Ma il sudamericano un paio di giorni era tornato: «Sono venuto per gli orecchini». Se n'era infilato in tasca tre paia. Senza saper che fuori c'era già qualcuno che l'aspettava. Per quel doppio furto era stato arrestato dagli uomini della squadra mobile e condannato (tre anni e otto mesi). Condanna pesante, anche in virtù della fedina densa.

Perché tocca ri-parlare di lui, visto che l'avevamo lasciato al fresco? Intanto in via Burla non dev'esserci rimasto molto: ultimamente si trovava agli arresti domiciliari ma anche lì deve aver pensato di essere più furbo degli altri. Ha sbagliato i calcoli, ancora: stavolta l'hanno arrestato dagli uomini dell'Arma. Il reato? Evasione.

La detenzione domestica la interpretava con grande disinvoltura: aspettava diligente la visita dei controllori e dopodiché prendeva la porta e spariva per farsi gli affari suoi. Non si sa se il giochino sia andato avanti poco o tanto, di sicuro ai carabinieri qualche sospetto che il dominicano facesse il furbo era venuto eccome. E così gli hanno teso la trappola: dopo avergli fatto la solita visita a domicilio, nelle prime ore del mattino, sono rimasti appostati sotto casa per vedere cosa combinava. Il sospetto è diventato certezza quando l'hanno visto sbucare dal portone. E quando bontà sua è ritornato sui suoi passi, gli sono andati incontro (toh, chi si rivede) ma questa volta per invitarlo a seguirli.

In carcere alla fine c'è andato? Anche no: il processo con rito abbreviato è stato fissato per il 20 novembre. Nel frattempo è tornato da dove era uscito: agli arresti domiciliari.