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Colorno

Al funerale le ultime parole di Panciroli

15 novembre 2018, 06:02

Al funerale le ultime parole di Panciroli

Cristian Calestani

COLORNO La voce di Alberto Panciroli ha riecheggiato nel cortile della Reggia per l’ultima volta.

Il suo timbro inconfondibile, riprodotto dal file audio di un’intervista trovata sul web dalla figlia Paola, ha strappato lacrime e sorrisi ai tanti che si sono radunati per l’ultimo saluto a Berto, il barbiere divenuto «Libraio della Reggia».

A due passi dalla sua libreria, per il funerale celebrato con rito civile, c’erano i colornesi a cui consegnava i libri in motorino anni fa, gli amici di Parma che arrivavano nella Bassa per un valido consiglio sulle letture, i compagni di partito e di politica ed i ragazzi di Alma.

«Salutiamo Alberto nel cortile del Palazzo che lui ha amato tanto ed al quale ha voluto ridare splendore – ha detto il sindaco di Colorno Michela Canova -. La sua libreria era un punto di riferimento. Ricordiamo il suo impegno politico, per 40 anni, come consigliere comunale di maggioranza e di minoranza, come assessore, vicesindaco e consigliere provinciale. Era il nostro Scoccimarro, il politico fulcro di molte decisioni, la persona di riferimento in momenti importanti. Aveva un carattere vulcanico che poteva piacere o meno, ma per lui c’era sempre il rispetto di tutti, al di là dell’appartenenza politica».

Quindi l’ex sindaco di Colorno Stefano Gelati ha definito Panciroli «il consigliere di più lungo corso nella storia di Colorno. Il gonfalone qui presente l’ha onorato per 40 anni. Era uomo di posizioni definite, ma anche di dialogo. La sua libreria era un motore culturale, un luogo in cui si discuteva. Ebbe contatti con personaggi di rilievo nazionale: portò a Colorno anche cardinali e vescovi».

Affascinato dalla sua figura anche il general manager di Alma Andrea Sinigaglia: «I nostri studenti sono sempre stati attratti da un luogo poetico quale era la libreria di Alberto. In quelle stanze si entrava in un’altra dimensione. Era un luogo di respiro, di riposo, di ricreazione. Alberto si nutriva del contatto con i giovani e a loro trasmetteva il carattere di queste terre. Dialogare con lui era come avere di fronte un personaggio del Mondo piccolo di Giovannino Guareschi».

Paolo Ferrarini ha poi letto anche un messaggio di Carlo Petrini di Slow food, che conobbe Panciroli quando a Colorno era operativa l’Università di Scienze gastronomiche. «E' stato un intellettuale del popolo profondamente buono ed onesto – le parole scritte da Petrini -. Della sua piccola libreria aveva fatto un centro di incontri culturali e di bella umanità. Perdo un amico caro, un riferimento sicuro e tutta la gioia che ogni incontro con lui mi procurava».

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