Sei in Archivio bozze

MALL DI BAGANZOLA

I giudici: «Gli atti rilasciati dal Comune? Del tutto illegittimi. E il funzionario non era in buona fede»

28 novembre 2018, 05:03

I giudici: «Gli atti rilasciati dal Comune? Del tutto illegittimi. E il funzionario non era in buona fede»

GEORGIA AZZALI

Nessuna incolpevole disattenzione. Ma nemmeno un perdonabile vizio procedurale. Quando il Comune ha concesso - nel 2017 e nel 2018 - i permessi per la realizzazione del mall di Baganzola, a poca distanza dall'aeroporto, ha «rilasciato atti macroscopicamente illegittimi in assenza dell'adozione del piano di rischio», scrivono i giudici del tribunale del Riesame di Parma che mercoledì scorso hanno rigettato la richiesta di dissequestro del cantiere presentata dalla difesa di Pud (Parma Urban District), la società titolare dei permessi di costruzione.

QUEGLI INVITI SBAGLIATI

Dieci pagine d'ordinanza in cui i magistrati puntano il dito contro le inerzie amministrative, visto che già alla fine di ottobre del 2011 fu modificato il regolamento dell'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) con l'introduzione delle nuove fasce laterali di tutela accanto all'aeroporto. Zone in cui, in base alla nuova normativa, non era più possibile realizzare strutture che prevedessero un'alta concentrazione di persone, come un centro commerciale. Secondo i giudici, infatti, quando il 5 ottobre 2011 il Comune inviò il piano di rischio all'Enac, «trasmetteva gli elaborati grafici e le relazioni relative solo a quella minima parte dell'opera che rientrava nelle aree di tutela esistenti prima del loro ampliamento avvenuto con emendamento del 28/10/2011». Ma poi un piano di rischio in linea con il nuovo regolamento non entrò mai in vigore, nonostante il commissario governativo, Mario Ciclosi, già nel febbraio del 2012 avesse messo nero su bianco in una delibera la necessità per il Comune di adeguarsi.

Passarono gli anni, ma nulla fu fatto. Non solo. L'amministrazione mandò all'indirizzo sbagliato gli inviti ad Enac affinché partecipasse alla Conferenza dei servizi: «... non erano stati inviati alla Direzione pianificazione dell'Enac con sede a Roma - si legge nell'ordinanza del Riesame -, ma alla Direzione dell'Enac di Malpensa, competente per un altro tipo di controlli relativi alla sicurezza dei voli in relazione all'altezza degli edifici».

IL POTERE DI AUTOTUTELA

L'Ente nazionale per l'aviazione civile fece il proprio dovere fino in fondo, secondo il tribunale. Al contrario, il Comune avrebbe commesso «palesi irregolarità». In particolare, secondo i giudici, l'ente locale non ha adottato il piano di rischio, non ha ottemperato alle sollecitazioni ricevute dall'Enac e dal commissario Ciclosi, ha rilasciato le concessioni per il mall e non ha nemmeno «esercitato il potere di autotutela sospendendo o revocando i permessi concessi».

«MACROSCOPICA ILLICEITA'»

Oltre all'assessore Michele Alinovi, sotto inchiesta (per abuso d'ufficio) sono finiti anche i dirigenti Dante Bertolini e Tiziano Di Bernardo. E proprio in riferimento a quest'ultimo, i giudici del Riesame non hanno dubbi: «Tale macroscopica illegittimità esclude allo stato la sussistenza di un'ipotesi di negligenza e buona fede del funzionario che ha adottato i permessi a costruire». E l'abuso d'ufficio? Provato «dalla macroscopica illiceità dell'atto».

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal