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Padova

Il parroco: "Non fate il presepe". Esplode la polemica

03 dicembre 2018, 16:47

Il parroco:

Ancora polemiche sul presepe. Il decreto sicurezza, trasformato in legge, non piace al mondo cattolico che quindi chiede, innanzitutto ai politici ma anche a chi li sostiene, di non fare «ipocrisie» sul Natale.
Don Luca Favarin, prete di strada di Padova, dalla sua pagina Facebook ha lanciato un appello: «Quest’anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni», «non si possono usare i simboli cristiani per fare battaglie ideologiche», «credo che un Natale senza presepio sia più coerente con questa pagina volgare e infame della storia del nostro Paese», scrive il sacerdote. Parole che hanno scatenato la polemica soprattutto sui social, con una valanga di commenti sui social, anche negativi.
Il vicepremier Matteo Salvini, che con la legge sulla sicurezza e i migranti è di fatto il 'bersagliò del prete padovano, ma anche del mondo cattolico in generale (ieri Avvenire, oggi dalla Caritas all’associazione Papa Giovanni) non arretra sui simboli religiosi e rilanciando sui social un articolo sulla vicenda di Padova commenta: «Giù le mani da Gesù Bambino e dal presepe! Viva il Natale».
Una replica a don Favarin arriva anche da Elena Donazzan, assessore regionale in Veneto all’Istruzione: «La risposta più bella alla provocazione di don Favarin l’hanno data le scuole che hanno accolto l’iniziativa originale, voluta dal Consiglio regionale del Veneto» dice, spiegando che «ben 546 scuole hanno concorso al bando indetto dall’Ufficio scolastico regionale del Veneto».
Nel ciclone delle polemiche entra anche la Lega islamica del Veneto: «Come ogni anno, in prossimità del Natale, spuntano le polemiche sul Presepe nelle scuole: ancora una volta, direttamente o indirettamente, si cerca di tirare in ballo i musulmani. Spero però che questa sia davvero l’ultima volta perchè oramai come musulmani abbiamo detto, chiarito e sottolineato che nel vedere un Presepe, cantare il Natale o ascoltare il nome di Gesù e di Maria, a noi non dispiace».
Ma il nodo resta quello della legge promulgata oggi, il cosiddetto dl sicurezza ormai legge, che Caritas Roma definisce «una delle più 'cattivè norme della storia italiana (e per alcuni questo è il reale merito!) nei confronti dei cittadini stranieri, in particolare richiedenti protezione. Una legge patogena, inutile e dannosa».