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REGIONE

Mobilitazione pro-Venturi e boom di firme alla petizione online

05 dicembre 2018, 06:00

Mobilitazione pro-Venturi e boom di firme alla petizione online

KATIA GOLINI

Ammainate le bandiere di partito, scendono in campo i professionisti e la mobilitazione si fa trasversale, con tanto di petizione online che, in meno di 24 ore, ha raccolto oltre 3000 adesioni. Il caso della radiazione dall'Ordine dei medici di Bologna dell'assessore regionale alla Sanità (e medico) Sergio Venturi - per una delibera del 2016 della giunta Bonaccini sul personale a bordo delle ambulanze - ha lasciato di stucco chi con l'emergenza-urgenza ha a che fare ogni giorno.

Di fronte a quella che viene vista da tanti come un'invasione di campo senza precedenti, c'è già chi si mobilita a favore dell'assessore. Medici e primari, di Parma e dell'intera Emilia Romagna, si stanno organizzando per unire le forze e alzare la voce contro un provvedimento che reputano «un pericoloso precedente».

«Sono contento di non appartenere all'Ordine di Bologna, perché proverei un forte imbarazzo - commenta Gianfranco Cervellin, primario del pronto soccorso del Maggiore e direttore del dipartimento di Emergenza-urgenza della provincia di Parma -. Gli infermieri sulle ambulanze ci sono sempre stati e, spero, ci saranno sempre. I medici devono operare dove sono veramente utili. Detto che la professionalità degli infermieri a bordo dei mezzi di soccorso è davvero elevata, i medici in ambulanza sono necessari per trasporti particolarmente lunghi in condizioni cliniche critiche. Qui da noi, viste le dimensione territoriali, tali condizioni si verificano raramente. Questa, per inciso, è anche la posizione delle Società scientifiche di emergenza-urgenza. Va inoltre ricordato che Venturi è stato l'assessore che ha spinto il ministro della Sanità Grillo a emanare un regolamento serio sui vaccini, salvando migliaia di vite umane».

Parte dai vaccini, anche Gian Luigi de’Angelis, direttore della Gastroenterologia ed endoscopia digestiva e professore ordinario dell'Università di Parma: «Venturi è stato l'assessore che con chiarezza e coraggio ha fatto in modo che i vaccini ritornassero obbligatori non solo in Emilia Romagna, ma in tutt'Italia. La politica no-vax non è ammissibile se si conosce la scienza medica e si vuole il bene in primis dei nostri bambini. Non entro nel merito della decisione presa da Venturi sul 118 ma - continua il direttore - l'Ordine dei medici deve vegliare sugli aspetti etici, deontologici e morali nonché sulla professionalità dei suoi iscritti e non su altri aspetti. E’ inconcepibile che sia stato valutato l'operato di un assessore che, seppur medico, ha preso decisioni nell’interesse delle istituzioni pubbliche come uomo politico. La confusione dei ruoli non fa bene a nessuno, soprattutto non fa bene ai pazienti. E riguardo alla carenza dei medici, il vero problema in Italia non è quantitativo ma qualitativo per la carenza di posti di specializzazione che si sono ridotti sempre di più. E' questo il motivo per cui gli ospedali di tutt'Europa sono invasi da ottimi medici italiani che si trasferiscono all'estero».

In linea anche Fausto Catena, primario della Chirurgia d'urgenza del Maggiore: «Siamo in tanti a non aver capito questa decisione. Né come medici, né come cittadini. Da medico dico che gli infermieri sulle ambulanze ci sono in tutto il mondo e l'assessore Venturi ha solo recepito una legge dello Stato. E' stato nei suoi confronti adottato un procedimento disciplinare fortissimo che non ha fondamento. Da cittadino penso che la professione e il ruolo istituzionale non possono essere confusi. Sarebbe come se un avvocato e parlamentare fosse bandito dall'Ordine perché ha votato una norma che agli altri avvocati non piace. E' incomprensibile».

E' partita intanto dal Maggiore di Parma, lanciata da Raffaele D'Ippolito della Pneumologia del Maggiore, una petizione online sulla piattaforma Charge.org, a cui hanno aderito anche centinaia di cittadini, oltre che medici. Il testo sottoscritto stigmatizza come «l'Ordine di Bologna abbia agito non per una violazione al codice deontologico o per comportamenti o scelte come medico, ma per il suo operato da assessore». E chiede la revoca dell'atto «reintegrando a pieno titolo il dottor Sergio Venturi».

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