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ALESSANDRO ROSATI

«I miei capperi ascoltano Verdi»

09 dicembre 2018, 05:00

«I miei capperi ascoltano Verdi»

KATIA SALVINI

Cosa ci fa una silhouette di Giuseppe Verdi, ritta come l'albero di un veliero, a sfidare il vento sopra uno sperone di falesia a strapiombo sul mare di Sicilia?

Tutto cominciò nel 2006 quando Alessandro Rosati, l'imprenditore parmigiano, approdato sull'isola di Salina per una vacanza, decise di seguire un gabbiano che in una infuocata sera d'estate pareva volerlo condurre in un luogo predestinato. Fu proprio così, perché su quel dirupo avvenne qualcosa di magico che cambiò la sua vita.

«E' stata una folgorazione. Quando il gabbiano si fermò, mi girai e vidi una pianta di capperi. Non ne avevo mai vista una prima di allora, ma ho sentito subito il bisogno di avvicinarmi, quasi di abbracciarla. Le sue spine mi hanno fatto capire che il mio approccio doveva essere diverso: c'era bisogno di gentilezza, come se dovessi corteggiare una donna».

Quella pianta di cappero cosa ha rappresentato per lei?

«Una svolta nella mia vita. Ogni anno sentivo il bisogno di tornare a vederla, di passare del tempo con lei. Fino a quando ho capito che volevo dedicarmi a coltivarla, volevo prendermi cura di lei. Così ho quasi costretto il proprietario di quel fazzoletto di terra selvaggia a cedermene la proprietà e ho dato vita al mio cappereto . All'inizio erano una quindicina di piante, ora sono oltre un centinaio. ma il mio albero guida resta quello che vidi quella sera. Ha 100 anni. L'ho chiamato Geronimo».

Novello Piccolo principe, Alessandro è perdutamente innamorato della sua rosa, tornata sulla terra a Salina sotto forma di cappero. E come l'eroe di Saint Exupery si dispera quando non può stargli accanto.

«La mia passione per Geronimo ed il suo mondo è davvero un sentimento travolgente - confessa - fatto di sana pazzia, di genialità, di entusiasmo, ma anche di tormento, di disperazione, di difficoltà, di brusche frenate. Però alla fine vince sempre l'amore verso quel qualcosa che ti rende immensamente felice»

Ma cosa ci fa la sagoma di Verdi in mezzo al suo cappereto?

«Le piante hanno una grande sensibilità per la musica e quindi io ho voluto fare un regalo ai miei capperi: ogni giorno diffondo le arie del grande Maestro di Busseto. Solo brani non cantati, però. Per non essere troppo invasivo e non ferire con le parole quel meraviglioso regno del silenzio».

L'incontro di Alessandro con Geronimo in quel un tramonto estivo ha fatto sì che il suo mondo di numeri non fosse più così totalizzante e che scoprisse questa nuova grande passione («Mai avuto il pollice verde, eppure...»). Tanto grande che ha deciso di trasformarla in una vera e propria azienda agricola.

«Quest'anno ho deciso che inizierò a commercializzare i mie capperi. Ma li venderò a numero, in piccole confezioni, perché mi costerà molto separarmi da loro...».

Alessandro ha studiato e continua a studiare moltissimo per essere il più preparato possibile sulla sua nuova professione: libri non solo di botanica, ma che indagano il rapporto fra uomini e piante.

«Perché il rispetto che provo per loro è immenso - spiega -. Ogni volta che torno a Salina, entro nel mio cappereto chiedendo permesso. Mi avvicino con un'emozione sempre nuova. Sento che Geronimo mi accoglie. E sono felice».

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