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Tizzano

Addio a Fattori, ruspista di Musiara morto a 55 anni

09 dicembre 2018, 05:01

Addio a Fattori, ruspista di Musiara morto a 55 anni

BEATRICE MINOZZI

TIZZANO Cinquantacinque rose rosse, tante come i suoi anni, e un piccolo scavatore, simbolo del lavoro che ha svolto per tutta la sua vita: sono questi gli oggetti terreni che accompagneranno nel suo ultimo viaggio Daniele Fattori, il 55enne di Musiara Superiore scomparso nei giorni scorsi dopo aver perso la sua battaglia contro una malattia che non gli ha lasciato scampo.

Se n'è andato circondato dall'affetto dei suoi cari Daniele. Accanto a lui, fino all'ultimo, la mamma Bruna, la sorella Ombretta con Maurizio, la sua grande famiglia, e in particolare i cugini Alessandro, Strano e Roberto, gli amici fraterni di una vita, Goffredo e Marco e la compagna Janette. Nato a Langhirano, Daniele Fattori ha sempre vissuto a Musiara Superiore, sulle sue montagne.

Da buon montanaro «odiava» la città e tutte le volte che doveva scendere a valle non vedeva l'ora di tornare a casa. La sua vita era qui, il suo lavoro era qui: un lavoro che era la sua vita e che ha sempre svolto con passione e impegno. Aveva cominciato da ragazzino, subito dopo aver preso la licenza media, ad aiutare il padre Redento nella sua ditta di movimento terra.

Ruspe, camion e trattori erano la sua passione sin da bambino e nemmeno nei suoi ultimi giorni ne ha voluto sapere di scendere dai suoi mezzi, lavorando fino a 20 giorni prima della sua scomparsa. Per quasi 20 anni, inoltre, ha tenuto pulite le strade comunali durante l'inverno, a bordo dello spartineve, insieme al padre e allo zio Francesco. Ma Daniele era molto conosciuto in tutta la montagna est, e non solo, per essere il responsabile della battitura delle piste di Schia: le preparava come nessun altro e nessuno meglio di lui conosceva i segreti per creare un manto bianco perfetto e pronto ad accogliere gli sciatori.

Daniele non si è mai sposato: viveva con la mamma Bruna e con Ombretta, che negli ultimi mesi non lo ha lasciato mai solo. La sua famiglia, però, erano anche i suoi amici: amava divertirsi in compagnia e per nulla al mondo si perdeva una festa organizzata dal Gruppo Alpini di Tizzano, del quale faceva parte. Sarà strano, d'ora in poi, partecipare a quelle feste senza scorgere la sua sagoma tra i presenti.

Uomo buono e onesto, grande lavoratore, Daniele era una persona educata e mai invadente. Anche durante il suo ricovero in ospedale non «osava» mai suonare il campanello per chiamare gli infermieri, come se avesse paura di disturbare. Era difficile non volere bene a una persona cosi: chi vorrà salutarlo potrà farlo recandosi alla camera ardente allestita a casa sua, a Musiara, fino alle 15. La salma sarà portata poi al Tempio di Valera e quindi al cimitero di Musiara, dove Daniele riposerà per sempre accanto al padre Redento.

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