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IL VICE PREMIER

Salvini atteso per il 18 a Sorbolo davanti alle case confiscate alla 'ndrangheta

09 dicembre 2018, 05:02

Salvini atteso per il 18 a Sorbolo davanti alle case confiscate alla 'ndrangheta

Un grande striscione sovrastava ieri piazza del Popolo gremita di cittadini che hanno risposto all'appello di Matteo Salvini per la manifestazione «Prima gli italiani». Ieri, da Parma sono partiti oltre 200 leghisti, sia in pullman che con mezzi propri. Guidati da Emiliano Occhi, segretario provinciale del Carroccio, i leghisti hanno raggiunto Roma: «Eravamo veramente tanti in piazza del Popolo: cittadini da tutta Italia per dire che il cambiamento non si ferma - spiega il segretario Occhi -. "Prima gli italiani" significa che la prima responsabilità di un governo è verso i suoi cittadini. Un Paese con 6 milioni di poveri non può permettersi di sprecare risorse pubbliche per dare vitto, alloggio, formazione a falsi profughi, ma deve concentrare le sue risorse sui soggetti deboli, come gli italiani in difficoltà. Il decreto Salvini è molto chiaro: il business dell'accoglienza è finito, da oggi si aiuta solo chi ne ha diritto».

«In questi sei mesi di governo - aggiunge Laura Cavandoli, parlamentare parmigiana - abbiamo pensato al lavoro, alla sicurezza, alla lotta alla povertà e alla dignità internazionale del nostro Paese. Tutte cose che chi ha governato prima aveva dimenticato. Non ci fermeremo, e piazza del Popolo piena è un segnale sia per i burocrati di Bruxelles che vogliono un'Italia senza voce in capitolo, sia per i fiancheggiatori di casa nostra».

«Con l'azione di governo e con questa manifestazione abbiamo dato un segnale importante - aggiunge il senatore Maurizio Campari -: l'Italia è finalmente cambiata e anche l'Europa cambierà. "Dalle parole ai fatti" non è uno slogan, è la cifra politica della Lega e il consenso che abbiamo nel Paese è dovuto alla concretezza della nostra azione politica: noi manteniamo le promesse e dove ci sono i problemi lavoriamo per trovare soluzioni, non chiacchiere. Hanno provato a fermarci con le campagne d'odio, con lo spread, con i ricatti. Il cambiamento non si fermerà».

«Prima i ministri e poi Salvini hanno ricordato alla piazza - sottolineano i leghisti - risultati di sei mesi di governo nel campo della lotta al business dell'immigrazione, alla mafia, alla violenza sulle donne, alla povertà, allo spaccio, al crimine organizzato e di strada, agli sprechi dell'amministrazione pubblica, oltre al sostegno all'economia, all'innovazione e alla famiglia».

r.c.

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