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Intervista

Mario Biondi: «Un concerto a Parma mi emoziona sempre»

10 dicembre 2018, 06:00

Mario Biondi: «Un concerto a Parma mi emoziona sempre»

ILARIA NOTARI

Una pazza idea, una fusione di note e anime musicali è il concerto che sabato 15 dicembre vedrà sul palcoscenico del Teatro Regio Mario Biondi insieme ai Quintorigo nell’ambito della rassegna «Tutti a Teatro» promossa da Caos.

Dopo la partecipazione a Umbria Jazz, dove il gruppo romagnolo e il crooner hanno suonato insieme e dopo l’uscita ad inizio novembre di «I Wanna Be Free», nuovo singolo del cantante catanese di nascita ma oramai parmigiano, con uno straordinario featuring dell’eclettico quartetto, farà tappa a Parma il tour teatrale di dodici date partito ad inizio mese da Napoli. Dai due ingredienti esce un impasto tra progressive, jazz fusion, sound elettronici e pop music dal sapore intenso, preparato in un mese di rifiniture nella sala prove degli Arcimboldi.

Mario, la parola chiave di questo progetto è sperimentazione. Non la spaventa fare il “man on wire”?

«Credo di essere un po’ matto, mi piace rischiare, contaminare e perché no, come diceva, camminare sul filo. Credo che faccia parte dell’emozione vera della musica come anche mettersi a nudo ed essere vulnerabili. Però è stato esaltante mettere insieme le energie dei Quintorigo, una band di sperimentatori di rock progressive con violino, violoncello, contrabbasso e sax, quindi un quartetto già molto particolare, con Federico Malaman, Max Greco e Tosh Peterson un batterista di 17 anni che viene dal rock punk, da nuances forti. Uno che mi fa le linguacce mentre suona ma poi studia tutto il giorno. E’ straordinario. Per averlo ho messo in crisi il mio staff. Non è stato facile con le burocrazie portare un ragazzino da Los Angeles e fargli fare un tour. Il sodalizio nasce dalla mia ammirazione nei confronti dei Quintorigo iniziata ai tempi del primo Sanremo. E’ il concetto di contaminazione, di commistione che mi ha attratto».

Partendo da elementi stilistici e storie differenti come avete trovato l’equilibrio in questa super band e che abito sonoro avete voluto dare ai pezzi per questo live?

«Sicuramente un abito sartoriale fatto da mani accurate. Siamo stati molto tempo sugli arrangiamenti e abbiamo fatto di tutto per valorizzare le energie presenti sul palco. Ne esce un suono potente, forte ma anche con grandi atmosfere nelle canzoni lente e con ballads molto dense. L’idea è quella di rinnovare e potenziare un repertorio consolidato e fonderlo con novità piene di colori e sounds accattivanti. E’ stato relativamente semplice trovare l’equilibrio e io ho la presunzione di avere le idee piuttosto chiare».

Che tipo di spettacolo ne esce?

«E’ uno spettacolo energico ma molto curato nelle luci di Andrea Coppini e nel suono grazie a Hugo Tempesta. Sono oltre tre ore di musica con 24 brani di repertorio tutti arrangiati singolarmente con diversi brevi tributi ad artisti che sono stati importanti nella mia vita quali Pino Daniele, Bacharach, Al Jarreau e Ray Charles. E’ un percorso e io mi cimento con diversi strumenti dalle percussioni alle tastiere. Sono sempre emozionato quando devo tenere un concerto a Parma, perché a casa ci si sente sempre un po’ più osservati».

I biglietti sono disponibili su Ticketone e presso all’Arci di Parma in via Testi, 4 tel. 0521/706214.