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LUTTO

Addio a Ercole Marvisi, una vita per le scarpe

11 dicembre 2018, 06:00

Addio a Ercole Marvisi, una vita per le scarpe

LORENZO SARTORIO

Nel suo necrologio ha voluto orgogliosamente impresso il suo blasone: «calzolaio in via Spezia». Più autorevole titolo «nobiliare» non poteva avere Ercole Marvisi, deceduto nei giorni scorsi all'età di 81 anni, e, per circa una sessantina d'anni, «cibàch» nella stessa strada.

Un'arte antica quella del calzolaio che, nella nostra città, espresse illustri personaggi come, ad esempio, Asdente e Cortopasso. Il primo, citato da Dante nel XX° canto dell'Inferno, teneva bottega nel 1282 in Cò di Ponte ( attuale Ponte di Mezzo) ed, oltre il proprio mestiere, aveva la capacità ed il dono di decifrare le profezie bibliche.

Coevo di Asdente, Cortopasso, il calzolaio nano. Fu proprio lui , all'indomani della clamorosa vittoria dei parmigiani su Federico II° con l'annientamento della cittadella di Vittoria, che si impadronì della corona dell'imperatore sconfitto.

Da non dimenticare anche il calzolaio il quale, come vuole la leggenda, riparò le scarpe di Sant'Ilario. Comunque, per i parmigiani di ieri, il calzolaio era «al cibàch», figura di primo piano nella tradizione popolare, specie «de dla da l'acqua», dove, la figura del «calsolär», fu spesso legata alle storie piccole e grandi dei nostri borghi.

Parmigiano del sasso, Ercole, di famiglia numerosa, figlio di un messo del Comune e di una «rezdora», iniziò all'età di 7 anni a sedersi dietro il desco nella bottega dello zio in borgo dei Minelli. Poi, sempre come garzone, alle dipendenze di un calzolaio di strada Cavour. Finalmente, a 18 anni, un negozio tutto suo in via Spezia che chiuse i battenti quattro anni fa. A fianco di Ercole la moglie Anna, sarta, che si occupava di abbigliamento mentre Ercole sempre e soltanto di riparazione e vendita di scarpe.

Un uomo buono, paziente, disponibile, un parmigiano vero con una straordinaria passione per il proprio lavoro che gli consentì di ricevere ambiti premi proprio per la sua attività artigianale.

Infatti, Marvisi, era rimasto uno dei pochi calzolai, nella nostra città, a realizzare scarpe su misura. E, nell'epopea dell'«usa e getta» anche nel settore calzaturiero, annoverare un artigiano che facesse le scarpe a mano su misura non era roba da poco. Conosciutissimo sia in via Spezia, che in tanti circoli dopolavoristici dove, provetti ballerini, Ercole ed Anna erano degli abituè, buongustaio di piatti della nostra cucina, parlata rigorosamente in dialetto, un amore sviscerato per Parma e le nostre tradizioni popolari, Ercole, era legatissimo alla propria famiglia : alla moglie Anna, al figlio Gianluca e alla nuora Daniela. I funerali si svolgeranno domani alle 14, partendo dall'Ospedale Maggiore per la chiesa di Santa Maria del Rosario (via Isola).

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