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NOCETO

La strage dei visoni. Molti dei mille liberati sono morti

11 dicembre 2018, 06:00

La strage dei visoni. Molti dei mille liberati sono morti

CHIARA DE CARLI

Sono già decine le carcasse di visoni raccolte lungo le strade e nei fossi dai netturbini che si stanno occupando della pulizia straordinaria sulle vie più vicine all’allevamento da cui sono stati liberati la notte tra giovedì e venerdì da due persone che, dopo aver disattivato i sistemi antiintrusione, sono entrate nell’area in cui si trovano le gabbie aprendone quante più possibile e permettendo così agli animali di fuggire nei campi circostanti.

Molti esemplari sono stati recuperati intrappolati nelle reti perimetrali o all’interno della struttura, altri sono rimasti nei paraggi e catturati già nella giornata di venerdì, ma circa un migliaio si sono allontanati.

Per qualcuno di loro la fuga è però finita presto: alcuni sono finiti travolti da auto in transito, altri sono stati trovati nei canali dove probabilmente avevano cercato di abbeverarsi, altri ancora hanno trovato la morte a seguito di incontri ravvicinati con cani pronti a difendere il loro territorio da «invasioni» di altri animali, e diversi sono già morti a causa dello stress dovuto al trambusto e al ritrovarsi in una situazione decisamente differente da quella a cui in cui avevano vissuto fino a quel momento, in gabbie singole e alimentari dall’uomo ad orari prestabiliti.

«La gestione degli animali recuperati non è semplice – ha spiegato Giovanni Boccù, portavoce dell’azienda Mavicam, già nelle ore successive all’assalto all’allevamento di Cella di Noceto -. Bisogna infatti avere diversi accorgimenti per evitare che si aggrediscano tra di loro e per abbassare il livello di stress che potrebbe portarli alla morte anche nei giorni successivi all’evento scatenante». E intanto che a Cella si tenta i riportare i visoni agli allevatori, l’attenzione sul caso resta alta. Da un lato i carabinieri guidati dal maresciallo Muscari sono al lavoro per individuare i protagonisti dell’incursione, dall’altro Ausl e Comune seguono l’evolversi della situazione e questa mattina alle 9 si terrà un incontro per fare il punto su quanti animali sono stati recuperati vivi, quanti morti e quanti sono ancora nascosti nella campagna.

«Come amministrazione ci siamo insediati che già l’allevamento era autorizzato e operativo – è stato il commento del sindaco Fabio Fecci -. Personalmente sono contrario alle pellicce e allo sfruttamento degli animali per questo scopo e, lo dico con orgoglio, la mia amministrazione è stata unanime nel bocciare qualsiasi richiesta di ampliamento della struttura di Cella nonostante avessimo ricevuto da più parti pressioni per concedere le autorizzazioni. La nostra allora era stata una scelta consapevole: casi come quello accaduto nei giorni scorsi creano un danno al territorio viste le caratteristiche etologiche degli animali liberati».

Diversi visoni in cerca di cibo sono intanto stati avvistati nei cortili delle abitazioni e nei pressi di pollai: in questi casi è importantissimo non avvicinarli, perché il loro morso è molto doloroso e potente, e contattare immediatamente il 112 per attivare il recupero dell’animale.

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