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Caritas

Sono 2000 le domande di cittadinanza

11 dicembre 2018, 06:00

Sono 2000 le domande di cittadinanza

LUCA MOLINARI

Settantacinquemila pasti offerti nell'arco di un anno, 4.200 docce, 2.300 pacchi viveri e 25mila presenze nel dormitorio maschile.

I DATI

Sono solo alcuni dei dati – relativi al 2017 – che compongono il bilancio sociale della Fondazione Caritas Sant'Ilario (braccio operativo della Caritas diocesana), presentati ieri pomeriggio nella mensa del povero di via Turchi. Per l'occasione è intervenuto anche il prefetto Giuseppe Forlani comunicando che «nel nostro territorio abbiamo 2mila domande di cittadinanza italiana pendenti».

I REQUISITI

«Queste persone – ha proseguito – per ottenere la cittadinanza dovranno dimostrare una buona conoscenza dell'italiano (come previsto dal decreto sicurezza, ndr) fondamentale veicolo per l'integrazione». «A Parma c'è un grande bisogno di insegnanti di italiano per stranieri – ha osservato il prefetto –. Invito quindi la Caritas, la scuola cattolica e tutte le realtà che si occupano di queste persone a vincere questa grande sfida». La presidente Maria Cecilia Scaffardi ha spiegato che l'obiettivo di Caritas «è da sempre quello di porre al centro dell'attenzione la persona e i suoi diritti. Ringrazio la diocesi che attraverso l'Otto per Mille, ci consente di garantire i nostri servizi – ha continuato –. Il nostro grazie va anche a tutti gli altri partner istituzionali, ai benefattori anonimi, agli operatori e ai volontari, vera e propria anima di Caritas». I dati del bilancio sono stati illustrati da Danilo Amadei, consigliere del Cda.

LE ATTIVITA'

«Le attività – ha spiegato - sono rese possibili dal fondamentale servizio dei 160 volontari che donano gratuitamente il loro tempo alla Caritas, oltre agli otto dipendenti che organizzano in modo continuativo i servizi». Il 2017 è stato caratterizzato dal completamento delle opere legate al giubileo della Misericordia, a partire dalla realizzazione del centro diurno femminile di via Trento, che completa il percorso di accoglienze delle donne e delle mamme con bambini.

LE CRITICITA'

«Ci sono alcune povertà nella nostra città che possono e debbono essere eliminate - ha dichiarato il vescovo Enrico Solmi - Questo impegno sta già avvenendo e deve progredire nel tempo, lavorando in modo coordinato». Il primo impegno è garantire i bisogni primari. «La Caritas - ha sottolineato - è come una fontana in mezzo alla città a cui tutti possono attingere. L'invito è anche quello di considerare quest'acqua come bene prezioso, che non va inquinato».

IL RESOCONTO

Per il vescovo il bilancio non è solo un resoconto del lavoro svolto «ma un lievito in grado di far lievitare il pane dell'accoglienza, con l'obiettivo di essere attenti ai bisogni emergenti». Anna Mazzucchi, vicepresidente della Fondazione Cariparma, ha ribadito l'importanza di «intervenire sulle fasce deboli» e creare «una comunità solidale, facendo in modo che non ci siano realtà che rimangono ai margini». Maria Bertoluzzi, presidente del Centro di Aiuto alla vita, ha rimarcato il fondamentale ruolo rivestito da Caritas nel campo dell'aiuto e dell'accoglienza.

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