Sei in Archivio bozze

INTERVENTO

Mezzatesta: «I visoni liberi danneggiano l'ecosistema»

12 dicembre 2018, 06:00

Mezzatesta: «I visoni liberi danneggiano l'ecosistema»

Sul recente caso dei visoni «liberati» a Cella di Noceto interviene Giorgio Mezzatesta, veterinario ed ex presidente dell'Enpa

I due articoli pubblicati sulla Gazzetta rispettivamente il 9 e l’11 dicembre «Noceto, un danno di centocinquantamila euro dal blitz per liberare i visoni» e «La strage dei visoni, molti ancora in fuga e nei cortili delle case» impongono una consapevole riflessione.

Partiamo subito dal concetto che la liberazione in natura di animali alloctoni, cioè di esseri viventi che normalmente vivono e si riproducono in ambienti diversi da quello in cui vengono immessi, può solo dare esiti disastrosi sugli ecosistemi e sulla conservazione della biodiversità autoctona cioè di quella fauna che da secoli ha colonizzato un determinato luogo.

Come già accaduto per le nutrie, così sarà anche per i visoni e la loro introduzione in territori non idonei avrà come unico effetto la perdita di quegli equilibri ecologici che si sono realizzati in milioni di anni con gravi e spesso irreparabili conseguenze sulla fauna locale e sulla flora.

Il visone, un mustelide carnivoro originario del nord America è un animale semi acquatico che colonizza qualsiasi ambiente data la sua facile adattabilità. Questo animale, una sottospecie domestica ottenuta da una serie di incroci, ha abitudini notturne, si rifugia in tane sugli argini dei corsi d’acqua che sottrae ad altri animali che scacciano, quando, e non di rado, uccidono. Grande cacciatore sia sulla terra che in acqua, nella sua dieta entrano pesci, crostacei, rane, uccelli acquatici, uova e roditori. Non tutti questi mustelidi però si adattano a un nuovo clima e molti, essendo vissuti sempre in cattività, non riescono neppure a cacciare morendo di fame e di freddo in poco tempo. Che senso dunque può avere la liberazione di animali che, quando non muoiono di stenti, possono rappresentare forti criticità per la conservazione della biodiversità locale?

E’ forse diverso salvaguardare la vita di un visone e non quella di una Folaga o di un Cavaliere d’Italia? Possibile non comprendere che l’introduzione sui nostri territori di animali alloctoni può solo rappresentare una grave minaccia per la biodiversità locale che spesso soccombe a causa dell’incapacità dell’uomo di comprendere quanto siano importanti gli equilibri ecologici? E ancora, non è stato sufficiente vedere ciò che è accaduto e accade alle nutrie che vengono regolarmente sterminate dall’uomo non sempre con metodi incruenti? Mi lasci dire, signor direttore, che non credo che l’amore per gli animali si rappresenti in questa maniera.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal