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Zona Montebello

Bollette non pagate, palazzo al freddo

13 dicembre 2018, 06:03

Bollette non pagate, palazzo al freddo

LUCA PELAGATTI

L'amministratore prende i soldi e scappa. E voi passate le giornate al freddo, senza neppure la possibilità di farvi una doccia tiepida.

La trama di un film? Per nulla, questo è quello che succede troppo spesso nella nostra città. E, soprattutto, quello che stanno vivendo una ventina di famiglie di un condominio di via Rossi, nella zona di via Montebello. Dove i tecnici di Iren, dopo mesi di bollette non pagate e solleciti senza esito, hanno sigillato la caldaia. E una Santa Lucia da brividi non è certo il regalo che ti aspetti.

«Eppure è andata proprio così: dalle 15 di lunedì siamo al gelo», spiega una delle residenti. E a fare tremare la voce non si sa se sia più il freddo o la comprensibile rabbia. «Da quello che abbiamo scoperto la responsabilità è dell'amministratore di condominio che non ha saldato quanto dovuto: abbiamo saputo di una somma che dovrebbe oscillare tra i venti e i trentamila euro».

Un bel gruzzolo che chi abita la palazzina ha in realtà già versato, ovviamente, con le spese di condominio. Ma che pare di capire, l'amministratore ha «dimenticato» di girare a chi di dovere.

Per il momento si tratta di una supposizione: nell'ufficio dell'amministratore scatta una segreteria telefonica e anche il cellulare per le emergenze risulta mestamente spento. Mentre un collaboratore contattato non senza fatica si ostina a dire che «tutto è a posto. E che i conti sono in regola».

«Così noi abbiamo contattato un nuovo amministratore e raccolto in poche ore circa 7000 euro con cui intendiamo chiedere a Iren di riattivarci il riscaldamento», spiegano i residenti.

Che raccontano di questi giorni come di un incubo con bambini costretti a vagare in cerca di un letto caldo tra le case dei parenti e di anziani in grave difficoltà. Soprattutto sapendo che i tempi tecnici, anche nella migliore delle ipotesi, non permetteranno di tornare al tepore prima di altre 48 ore.

«Eppure sarebbe bastato assai poco per evitare tutto questo: ovvero che Iren segnalasse a noi che c'era un problema. E noi ci saremmo subito mossi per risolverlo».

Già, ma le regole sono diverse: i solleciti a fronte di bollette non pagate arrivano solo all'amministratore che, prima che si arrivi al distacco, riceve almeno tre diversi richiami con pure una raccomandata con ricevuta di ritorno. Tutto bene, in teoria: ma se è l'amministratore a fare il furbetto è tutto inutile visto che lui conosce benissimo la situazione. E soprattutto sa che alla fine a rimetterci per davvero saranno i condomini.

«Per parte nostra arrivare al distacco è un obbligo - fanno sapere da Iren. - Noi infatti a Parma gestiamo la rete ma la fornitura può essere anche di una azienda terza. Se questa non viene pagata e ci chiede il blocco noi dobbiamo eseguire».

Insomma, tutti hanno un po' ragione. Ma i cittadini sono quelli che devono dormire con il maglione e le calze di lana. E chi ha la salute un po' malferma con le temperature in picchiata rischia guai seri.

«Noi siamo veramente indignati - sottolineano i residenti della palazzina di via Rossi. - Siamo famiglie di gente onesta che lavora e paga e siamo stati trattati in modo disumano».

Un lamento che fa il paio con quello delle centinaia di parmigiani beffati da una nutrita schiera di amministratori disonesti che negli ultimi anni hanno fatto sparire centinaia di migliaia di euro.

Circa un anno fa la Guardia di finanza di Parma aveva rivelato che ben sette professionisti - di cui non venne rivelato il nome - erano stati denunciati per appropriazione indebita dopo aver svuotato conti correnti e fatto sparire le spese versate dai residenti. Allora si parlò di circa trecento famiglie beffate e di un danno complessivo di oltre un milione di euro. Ma, nel frattempo, di sentenze e condanne neppure l'ombra.

Ora, a rendere tutto più attuale, ecco quest'ultimo episodio. «Sarebbe bastato un po' di buon senso e rispetto», concludono i residenti. Ma forse sarebbe servito di più un amministratore diverso. Perché quando scopri che era quello sbagliato è troppo tardi. E arriva, letteralmente, una doccia gelata.

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