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Calcio

Fidenza, tre squadre sono molte. Troppe?

13 dicembre 2018, 06:00

Fidenza, tre squadre sono molte. Troppe?

Marco Bernardini

Borgo San Donnino e Fidentina ai primi due posti nel campionato di Promozione, il Fidenza penultimo nel girone A di Prima Categoria. Il nuovo che avanza da una parte, la tradizione dall’altra ma, al di là del particolare momento storico, è lecito porsi una domanda legittima: possibile che in un comune di nemmeno 27mila abitanti ci siano tre squadre peraltro nemmeno ai vertici del calcio dilettantistico? Di fusioni non se ne parla anzi da quest’anno la più “anziana” e blasonata del trio, fino al 2015 in serie D prima del crollo vertiginoso, è stata costretta ad emigrare dal “Ballotta” a Busseto e, sotto la prima squadra, mantiene solo la Juniores Provinciale dopo la collaborazione di un paio di stagioni fa con la Fidentina. Il settore giovanile si è spostato nel Team Borgo, neonata società separata dal Borgo ma gestita dalla famiglia Magni, che va dal 2003 al 2006 in una prosecuzione delle fasce più piccole della Scuola Calcio in mano al Team Fidenza. Se si aggiunge il recente passaggio di alcuni dirigenti dal Fidenza al Borgo San Donnino il quadro è completo e non di facile interpretazione.

IL BORGO SAN DONNINO

L’ultima nata del terzetto, il Borgo San Donnino, è una realtà in costante crescita che nel luglio del 2019 festeggerà il suo decennale. «Il mio obiettivo è di riportare in breve tempo una squadra di Fidenza in serie D nel calcio che conta - spiega il presidente Luca Magni di Soragna che poi si sofferma sui rapporti tra le parti- la proprietà del Fidenza non ci ha mai chiesto nulla, nutro una profonda stima nei confronti del dg della Fidentina, Iemmi, ma la nostra filosofia è di sviluppare e consolidare un progetto autonomo.

La nascita del Borgo? Un’idea di Paolo Ramenzoni, Corrado Porcari e altri soci per far giocare i ragazzi del paese a costo zero poi abbiamo sempre alzato l’asticella».

LA FIDENTINA

Il direttore generale della Fidentina, Gianluca Iemmi, conosce perfettamente la situazione. «Siamo consci che c’è uno sperpero di energie e risorse, si potrebbe fare qualcosa di più. Noi come Fidentina non ci precludiamo la possibilità di sederci attorno al tavolo a patto di un piano condiviso con il Comune sotto l’aspetto amministrativo, economico e logistico. E’ un percorso articolato ma ora c’è più comunicazione e i nostri rapporti con le altre realtà sono migliorati tanto».

IL FIDENZA

Poca voglia di parlare da parte del Fidenza che, dopo un’estate travagliata, a suon di comunicati legati alla gestione del campo e al settore giovanile, sta provando a ripartire dal basso. Incredibile pensare che soltanto fino a tre anni e mezzo fa militava in serie D. «Nonostante i tentativi di rimanere e il fatto di essere la società più antica di Fidenza ci siamo dovuti trasferire a Busseto - l’amarezza del responsabile della comunicazione, Alberto Poldi Allay- il Comune e le altre due compagini non ci hanno sicuramente dato una mano ma cercheremo pian piano, puntando sui ragazzi cresciuti nel nostro vivaio, di risalire. Entro il 2022, nell’anno del centenario, ci piacerebbe tornare in Eccellenza».

PARLA GENE GNOCCHI

Forse non tutti conoscono i trascorsi calcistici del comico fidentino Gene Gnocchi. «Ricordo con emozione i miei primi passi da calciatore della Fidentina, società legata al Partito Comunista, per cui fui tesserato a 9 anni. E poi il debutto in Promozione a 16 anni. Purtroppo però nessuno è “profeta in patria” e le fortune le ottenni “altrove”. Feci anche due provini per il Milan che andarono bene, ma quell’anno abolirono la Berretti e saltò tutto. Tornai al Fidenza, squadra democristiana, in quarta serie, a 23/24 anni».

Qualche aneddoto indelebile?

«Ricordo che per le trasferte ci alzavamo la domenica mattina presto prendendo un pulmino, simile ad uno scuolabus, sul quale dovevamo sorbirci “Saturday Night” dei Bee Gees cantata dal nostro capitano Del Rio. Una sofferenza fino alla prima sosta in autogrill dove uscivamo a disintossicarci...».

Ora Borgo e Fidentina sono in promozione, mentre il Fidenza in 1ª categoria. Sarebbe favorevole ad una fusione?

«Molto. Mi piacerebbe una squadra forte che possa competere per qualcosa di importante. Purtroppo però non è nella mentalità borghigiana».

Si può parlare di calcio senza prendersi troppo sul serio?

«Ai tempi di Mai dire gol, 30 anni fa, c’era più autoironia. Ora è più difficile, c’è più acredine, tendenza a prendersela». V.C.

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