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Fede

Il vescovo: «Non oscuriamo il vero messaggio del Natale»

14 dicembre 2018, 06:00

Il vescovo: «Non oscuriamo il vero messaggio del Natale»

LUCA MOLINARI

«Ribelliamoci a una cultura che oscura il significato del Natale». E’ l’accorato appello lanciato dal vescovo Enrico Solmi ieri mattina, durante la messa di Santa Lucia. Dal pulpito della chiesa di via Cavour dedicata alla santa, monsignor Solmi ha invitato i parmigiani a riscoprire la vera luce del Natale, illuminati dalla testimonianza di fede di Santa Lucia.

Al suo fianco don Andrea Avanzini e don Francesco Ponci, sacerdoti del Venerando consorzio dei Vivi e dei Morti. «La ricorrenza di Santa Lucia a Parma è considerata la festa dei bambini e delle famiglie – ha esordito davanti a numerosi fedeli – E’ bello pensare che cada sempre in Avvento, nel periodo dell’anno che ci prepara al Natale». Santa Lucia è una martire, ma soprattutto una figura che ci indica la meta da raggiungere: la vita eterna. «La luce che abbiamo dentro di noi ci deve guidare verso la meta più importante – ha proseguito – da raggiungere passo dopo passo e giorno dopo giorno». La cultura odierna sembra volere eliminare la vita eterna e il significato della morte.

«Il messaggio che viene veicolato è che dopo di noi non c’è più nulla – ha rimarcato il vescovo – Per questo motivo dobbiamo avere una luce dentro di noi in grado di guidarci verso l’eterno ed educare la nostra famiglie e la comunità a credere nell’aldilà».

Il rischio è quello di farsi abbagliare da altre luci. «L’Avvento è un tempo pieno di luci luminose che rischiarano le nostre strade - dice Solmi – Facciamo in modo che queste luci non abbaglino la nostra coscienza e non ci allontanino dalla verità».

«Proprio in questi giorni – ha quindi raccontato il vescovo - ho ricevuto un biglietto di auguri di un notissimo ente presente in città. Attorno a una chiazza di colore rosso campeggiava la scritta “Auguri”. Allora mi sono chiesto: auguri di cosa? E’ tragico che si abbia paura di scrivere auguri di buon Natale. Dobbiamo domandarci se siamo abbagliati da una luce che ci toglie il coraggio della storia».

Importante volgere il nostro sguardo ai bisognosi. «Come Caritas – ha continuato – stiamo accogliendo una famiglia sfrattata con sette figli. Si tratta di persone che lavorano, ma che non arrivano a fine mese. In una città dove avvengono numerosi aborti e ci sono 17 mila giovani in meno da trent’anni a questa parte, dovremmo dire grazie a queste persone, che invece vengono lasciate sole e ai margini».

L’invito di monsignor Solmi è quindi quello di «fare il bene e porre l’attenzione su chi fatica a vivere».

«Santa Lucia – ha concluso – tenga sveglio il nostro cuore e sia la luce che ci guida verso il bene».

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