Sei in Archivio bozze

REPORTAGE

Sirene spiegate e adrenalina: una notte sulla volante a caccia di ladri

16 dicembre 2018, 05:03

Sirene spiegate e adrenalina: una notte sulla volante a caccia di ladri

LAURA FRUGONI

La botta d'adrenalina arriva fin troppo presto. Fotografa e giornalista salite da cinque minuti sulla volante e già la radio comincia a gracchiare: dalla centrale segnalano «malfattori all'interno di un'abitazione in via Langhirano», bisogna correre. Neanche il tempo di sorridere pensando che i «malfattori» c'erano pure ai tempi del sommo poeta. Stop: da adesso non si ride, non si pensa, inizia l'apnea. Occhi inchiodati all'asfalto mentre intorno tutto e tutti scorrono come palline nel flipper.

Quando scatta l'allarme l'Alfa Uno (davanti autista e dirigente, dietro noi) sta percorrendo viale Europa: rapida inversione a u, la sirena comincia a ululare (dentro non è così assordante) e la volante comincia a volare. Gincana sconsigliabile ai deboli di stomaco: mica si scansano tutti quando arriva la pantera. C'è quello che sta attraversando col cane, il distratto al telefono, l'indeciso che cincischia («meglio buttarsi tutto a destra o a sinistra?»).

E' cominciato più o meno così, l'altra sera il tour al fianco dei poliziotti impegnati nell'ennesimo controllo straordinario del territorio. C'è quest'emergenza furti che sfianca e non molla, ci sono la curiosità e il dovere di raccontare dove vanno, come si organizzano, i cacciatori in divisa.

Vederli in diretta è un'altra cosa, anche se su certe manovre sarà meglio star vaghi: «Questo non puoi scriverlo», cantilena il dirigente della squadra volanti Federico Mastorci al termine delle spiegazioni più delicate e stavolta anche il più ficcanaso dei cronisti gli darebbe ragione. Il nemico ti ascolta, meglio non svelargli troppe dritte.

LA MANOVRA A TENAGLIA

La prima ad accorrere all'sos di via Langhirano è un'auto civetta: la più adatta a sorprendere i ladroni, nel caso fossero ancora nei paraggi. Poi plana la Pisa Reggio 21 e si predispone per il controllo a largo raggio, le altre pattuglie «stringono». Il padrone di casa è fuori in giardino che sta parlottando con gli agenti. L'alta tensione, intanto, s'è già dissipata: appena saputo che il furto risale a un paio d'ore fa (la moglie aveva lasciato le chiavi sulla porta sul retro casa mentre era fuori in giardino: qualcuno è entrato e ha fatto sparire 400 euro e pure le chiavi), a quest'ora il ladro è già a farsi la doccia.

Esaurita l'emergenza gli equipaggi si sgranano di nuovo, ciascuno torna alle proprie mansioni. Chi a pattugliare i quartieri a rischio (oggi le volanti coprono le zone nord e sud, i carabinieri il centro), chi sulle direttrici principali a ispezionare il traffico che entra ed esce.

SULLA STRADA MITRA E «GAP»

Si torna in viale Europa. C'è un posto di controllo «classico», ossia due poliziotti: davanti con la paletta c'è l'uomo selettore (decide chi fermare), oltre al Gap (giubbotto antiproiettile) imbraccia il mitra e gli copre le spalle. «Per noi è un bene che la gente conosca quello che facciamo e soprattutto perché lo facciamo», dice il sovrintendente capo del reparto prevenzione crimine, i «rinforzi» da Reggio Emilia. E' da 33 anni in polizia, venti alla postale, «ma mi mancava la strada».

Mastorci spiega: «La dislocazione delle pattuglie ha come background un complesso lavoro di analisi degli uffici operativi della questura, che permette di essere presenti nelle aree più sensibili con strumenti tecnologici di supporto».

Tradotto: non solo si studiano i giorni, i quartieri, gli orari in cui i ladri colpiscono, ma si fa uno screening certosino delle auto «sospette» e dei gruppi criminali, basisti compresi. Consapevoli che, mentre per i colpi in villa si muovono bande di professionisti dell'Est che lasciano poco o nulla al caso, i predatori degli appartamenti vanno a random: spesso non sono raid preparati, basta adocchiare una finestra buia. Una persiana alzata.

IL NEMICO OLTRE LA SIEPE

In via Mantova staziona un'altra pattuglia, mentre l'Alfa Uno si addentra in via Parigi, da via Quarta raggiunge piazzale Lubiana: zona rossa, ultimamente. Una mandria di ragazzi bighellona rumorosamente. Una pattuglia va a prender nomi e cognomi («c'era odore di marijuana, ma sono stati veloci a buttarla»). Si controllano alcune auto parcheggiate: pulite. Si punta verso via Traversetolo. Tutto tranquillo anche lì, «incrociando le dita, stasera forse stanno calmi. Certo, oggi siamo tanti: venti uomini in strada».

Già, il nemico ti guarda: tanto lontano non dev'essere. Forse appena oltre la siepe. Deve aver capito che era meglio cambiare aria, almeno questa sera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal