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TRAVERSETOLO

Falsi finanzieri ma ladri veri a Bannone

17 dicembre 2018, 06:03

Falsi finanzieri ma ladri veri a Bannone

BIANCA MARIA SARTI

«Signora ha subito un furto, abbiamo appena catturato il responsabile», invece i ladri erano proprio loro, camuffati da finanzieri. E' successo sabato pomeriggio dopo le 17 in una casa di campagna indipendente bifamiliare in via Pedemontana per Bannone, a poca distanza dalla casa in cui un gruppo di ladri truffatori aveva tentato un furto poco tempo fa.

La vittima è una sessantenne che a quell’ora si trovava all’aperto, nei dintorni della casa, alle prese con polli e conigli e che non si è accorta di un’auto, una Golf scura, che si avvicinava alla casa.

La donna vive al primo piano con il marito che in quel momento era fuori casa; l’inquilino del piano di sotto, forse dopo aver notato movimenti strani, ha chiamato la donna invitandola a rientrare.

«Mia mamma aveva lasciato tutto aperto, essendosi allontanata di poco da casa e per un breve tempo - racconta il figlio della donna - a un certo punto si è sentita chiamare dal vicino, che le diceva che c’era qualcuno che la cercava. Al suo arrivo ha visto tre uomini italiani, senza accenti particolari, con una giacca da uniforme in cui si leggeva Guardia di Finanza. I tre, con modi gentili e affabili, le hanno detto che purtroppo era stata derubata».

«Venga a vedere cosa le hanno fatto» le hanno detto. Poi l’hanno accompagnata in camera al primo piano. Qui la donna, già in stato di agitazione, ha avuto un tuffo al cuore vedendo come era stata ridotta la camera.

«Una devastazione incredibile - spiega il figlio - tutto era stato spostato: quadri mobili, ogni cassetto svuotato con tutta la biancheria a terra».

Approfittando dello stato confusionale della donna i tre truffatori hanno piazzato il loro coup de théâtre per allontanarsi indisturbati.

«Indicando l’auto ferma nel cortile - continua il figlio - i finti finanzieri le hanno detto “Stia tranquilla perché abbiamo già catturato il ladro, è quell’uomo ammanettato in macchina, venga che glielo facciamo vedere”. La donna incredula si è affacciata e ha visto, effettivamente, un uomo di colore nell’auto. Non ha avuto il coraggio di fare domande anche perché loro le hanno spiegato che dovevano andare subito in caserma e che poi l’avrebbero chiamata di lì a poco».

Così i tre se ne sono andati insieme al loro complice e alla refurtiva: tutti i gioielli (tra cui anche la fede nuziale) e soldi in contanti. Al rientro del marito, avvenuto dopo pochi minuti, la donna ha iniziato a insospettirsi ripensando all’accaduto e non ricevendo alcuna chiamata.

Verso le 17,30 i due hanno chiamato i carabinieri che hanno confermato di non essere al corrente di nulla e hanno, così, capito di essere stati truffati.

«I carabinieri hanno potuto solo fare i rilievi - racconta il figlio della derubata -: parlando con altri traversetolesi ho scoperto che una Golf scura sospetta era già stata notata sabato aggirarsi in altre zone del paese. Forse potrebbe già essere stata ritrovata a San Polo».

Si tratta del terzo episodio di furti con truffa nel paese nell’arco di poche settimane. Per prima una donna molto anziana era stata aggirata da finti «addetti del catasto» poi fuggiti improvvisamente dopo aver notato la presenza di videocamere.

Più di recente un quartiere era stato preso di mira da una truffa telefonica con la quale un finto avvocato raccontava che un parente era rimasto coinvolto in un incidente per farsi consegnare dei contanti: quella volta a cadere nella rete erano stati due anziani.

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