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LAVORI PUBBLICI

Parisi: «No alla ciclabile lungo il greto della Parma»

17 dicembre 2018, 06:00

Parisi: «No alla ciclabile lungo il greto della Parma»

PIERLUIGI DALLAPINA

Il «Parco fluviale del torrente Parma», che nelle intenzioni del Comune prevede la creazione di un percorso ciclopedonale da ponte Italia al ponte delle Nazioni, non convince un uomo che ha dedicato la vita a studiare la flora e la fauna.

«Il nostro torrente è molto delicato dal punto di vista ambientale. Invece di intervenire sul greto con un cantiere, bisognerebbe invitare i cittadini a godere del torrente sfruttando il Lungoparma, che è paragonabile ad un teatro all'aperto», commenta Vittorio Parisi, ex senatore e vicepresidente della commissione Ambiente di Palazzo Madama, già direttore del museo di storia naturale e docente di zoologia.

Nei giorni scorsi, in occasione della presentazione in municipio del piano triennale delle opere pubbliche, è stata annunciata l'intenzione dell'amministrazione comunale di valorizzare il greto della Parma con la creazione di una pista per i ciclisti e per i pedoni. Ma quello che è stato pensato come un progetto di valorizzazione, viene visto da Parisi come un elemento nocivo per la conservazione della flora e della fauna presenti nella Parma.

«Sono stato presidente del parco dei boschi di Carrega - premette l'ex professore, che nel 2017 ha ricevuto il premio internazionale di Ecologia umana - e quindi sono perfettamente consapevole dell'importanza della fruizione pubblica dei luoghi. Ma so anche che la presenza dell'uomo può creare dei problemi a causa della maleducazione di alcune persone. I rifiuti e il semplice calpestio possono essere micidiali per la flora del greto».

Parisi invita l'amministrazione comunale a ripensare il progetto, anzi, ad accantonarlo, perché «la viabilità cittadina non può essere scaricata su una zona naturale».

Da attento osservatore, lo zoologo fa notare che lungo la Parma vivono caprioli, germani reali e aironi che potrebbero essere condizionati negativamente da una maggiore vicinanza con l'uomo. «Invece di costruire una pista - suggerisce - invito il Comune ad utilizzare un po' più di immaginazione per cercare di valorizzare il Lungoparma, un luogo privilegiato per poter ammirare le bellezze sia storiche che naturali. Non c'è bisogno di portare le persone direttamente nel greto».

L'Aipo e la soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici avrebbero espresso un parere positivo nei confronti della pista e questo è un dettaglio che stupisce Parisi. «L'esondazione del Baganza ha dimostrato la pericolosità del corso d'acqua che attraversa la città».

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