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Ko a Genova

Un Parma rinunciatario

17 dicembre 2018, 05:00

Un Parma rinunciatario

PAOLO GROSSI

GENOVA - E’ una sconfitta, quella di ieri sul campo della Samp, netta e giustificata da quanto visto in campo. Parente quindi di quelle con Napoli e Atalanta. I crociati hanno retto discretamente l’urto della Samp nel primo tempo, concedendo poco ma mostrandosi già poco inclini a dare fastidio agli avversari, Nella ripresa però Quagliarella e soci hanno trovato le misure, i tempi e gli spazi per schiacciare il Parma e infilarsi nelle sue maglie come un coltello caldo nel burro. Zero tiri in porta e appena due conclusioni tentate sono il magro bottino di una gara che ha visto gli avversari tener palla per il 71% del tempo.

45’ IN EQUILIBRIO

D’Aversa aveva scelto Siligardi e Biabiany in avanti ai fianchi di Inglese, Giampaolo aveva preferito Caprari a Defrel. Le squadre si studiano per un quarto d’ora poi sul primo corner della gara il Parma sfiora il gol con un colpo di testa di Iacoponi. Resterà la conclusione più insidiosa della giornata. Si capisce subito che il terreno inzuppato ostacola la manovra e il fraseggio dal basso e quindi, sulla carta, è un alleato del Parma. Per tutti però la palla schizza sull’erba fradicia e i controlli, i tocchi nello stretto, richiedono più precauzione, a scapito della precisione. Anche perché le squadre restano compatte e non lasciano il tempo per alzare gli occhi quando si riceve la palla. Al 22’ Bastoni con un bell’anticipo toglie una palla gol dal piede di Quagliarella su cross da sinistra. Su questo lato il Parma soffre la posizione larghissima di Linetty, che costringe a turno Iacoponi e Rigoni ad aprirsi andando a formare una difesa a cinque ma lasciando più spazio nel mezzo allo sgusciante Caprari. Come suo costume il Parma accetta di andare in affanno sulle corsie esterne per non concedere invece spazi centrali. Al 37’ ennesimo mani galeotto nell’area giallobù: Rigoni rinviando in modo scomposto un traversone basso da destra si manda la sfera sul braccio: protestano i doriani e il pubblico ma dopo il silent check l’arbitro Pairetto opta salomiicamente per il fuorigioco. E’ stata in pratica questa l’unica vera emozione del primo tempo, il cui andamento è ben espresso dallo 0-0. Il Parma ha neutralizzato la manovra avversaria ma raramente ha saputo riproporsi in fase offensiva. Gervinho sa partire e fare tutto da solo, i suoi compagni più «umani» invece devono combinarli, i contropiede, e non è mai facile, specie contro una Samp molto attenta anche in fase di non possesso.

RIPRESA IN APNEA

Si riparte e Sepe deve respingere d’istinto una deviazione sotto misura di Caprari su cross basso di Quagliarella. E’ l’avvio di una fase di grande sofferenza, con i crociati ancora più asserragliati di fronte al forcing doriano, ma bravi almeno a non concedere nulla sui numerosi calci piazzati. Si gioca però in trenta metri e il Parma non ne esce più. Biabiany è ormai appiattito in pianta stabile sulla linea difensiva che diventa così a cinque. D’Aversa si appresta a cambiare una pedina ma non fa in tempo perché Caprari, dopo bella triangolazione sulla sinistra tra Sala e Praet, devia in rete da un passo un bel cross basso da destra. Entra a quel punto Ceravolo ma la Samp batte il ferro ancora caldo: altra incursione di Praet e cross pennellato sul palo lontano dove Quagliarella stacca e non lascia scampo a Sepe. Entra anche Ciciretti per Gagliolo, e si passa al 3-4-1-2. Ma l’inerzia della partita non cambia più e arriva una meritata sconfitta.

MERITI E DEMERITI

La Samp ha giocato una grande gara, anche perché non è così facile trovare spazi contro il Parma, che invece nella ripresa ha saputo aprire come una scatola di sardine. Ragnatela di passaggi veloci e ricerca del fondo del campo sfruttandone al meglio l’ampiezza: e i crociati hanno sofferto tanto. Da parte loro Alves e compagni non sono mai riusciti a imbastire una ripartenza convincente e questo li ha condannati a subire per tutta la ripresa il forcing avversario. Si può tranquillamente affermare che all’assenza di Gervinho non si è ancora posto rimedio, e probabilmente bisognerà aspettare gennaio e il mercato. Ma la speranza è che l’ivoriano rientri presto per garantire un’altra infornata di punti preziosi. La classifica resta confortante, ma è chiaro che sabato con il Bologna una vittoria ridarebbe slancio verso il traguardo.

LE PAGELLE DI PAOLO GROSSI

PARMA

IL MIGLIORE

SEPE 6,5

Poco ci è sembrato potesse fare sui gol, mentre in tutte le altre occasioni è stato tempestivo e attento, comprese alcune uscite aeree in presa sicura nonostante la palla viscida.

IACOPONI 5

Le catene al cospetto della Samp hanno funzionato poco e i terminali più arretrati, lui e Gagliolo, si sono trovati alla bocca dell’imbuto. Fatto sta che ha ballato la rumba e ha lasciato a desiderare anche sul gol di Quagliarella. Però è stato l’unico a sfiorare la rete in attacco.

ALVES 5,5

Era reduce da un acciacco, si giocava su un terreno inzuppato e magari era già poco confidente di suo, fatto sta che, a differenza di altre volte, non ha saputo rincuorare i compagni né aiutarli a uscire dagli ultimi trenta metri.

BASTONI 5,5

Anche lui ha pagato il baricentro bassissimo nella ripresa e pur mettendoci tanta generosità e qualche buon intervento non è riuscito a impedire il patatrac di metà ripresa.

GAGLIOLO 5

Solo con Lazzari della Spal aveva visto i sorci verdi in questo modo. Là era stato un uomo, qui le combinazioni a triangolo dei blucerchiati che lo hanno spesso tagliato fuori.

CICIRETTI 6

Stavolta, sia pur a buoi ormai scappati, è entrato bene in partita nella sua posizione preferita di trequartista, mettendoci una qualità che fino lì era mancata.

RIGONI 5

Rischia di causare un rigore e stavolta la Var è benigna, ma generalmente è farraginoso nell’azione, recupera pochi palloni a ancor meno si vede in avanti.

SCOZZARELLA 6

Lui nel primo tempo ha tenuto su la baracca con intelligenza e tanta dedizione alla fase difensiva, anche se non ha mai trovato l’idea giusta per ispirare gli attaccanti. Nella ripresa s'è un po’ perso nel mare tormentato di un centrocampo in inferiorità tecnica e fisica.

STULAC sv

BARILLÀ 5,5

Al di sotto del rendimento medio di questa stagione, specie nella ripresa quando, pur correndo sempre a perdifiato, non ha inciso né in fase di possesso né in interdizione, lasciando troppo sguarnita la zona davanti a Gagliolo.

SILIGARDI 5,5

Purtroppo non ha offerto quel contributo di qualità e tecnica che ci si aspettava da lui. Si è impegnato molto per difendere, ma in ripartenza è stato impreciso.

CERAVOLO 5

INGLESE 5

Il suo è un compito a dir poco ingrato, perché deve sfiancarsi a rincorrere gli avversari e poi non riesce a incidere in attacco perchè arrivano pochissimi palloni e su quei pochi a volte è in ritardo per quanto detto sopra. Ieri comunque ha difeso meno palle del solito.

BIABIANY 5

Un po’ a destra, un po’ a sinistra, un po’ terzino. Si adatta a tutto, ma senza lasciare un segno da nessuna parte. Non ha certo causato rimpianti nei tifosi della Samp.

All.D’AVERSA 5

Una partita piccola piccola, quella di ieri: dopo 45' sempre all’insegna del primo non prenderle, e sul campo della Samp ci può stare, la squadra nella ripresa ha preso una lezione di calcio. Sovrastata tatticamente, fisicamente e tecnicamente, impacchetta la sconfitta e la porta a casa senza recriminazione o rammarico. Resta, irrisolta, la questione di come vincere le partite quando non c'è Gervinho.

SAMPDORIA

AUDERO sv

SALA 6,5

TONELLI 7

ANDERSEN 6,5

MURRU 6

PRAET 7

EKDAL 7

LINETTY 6,5

RAMIREZ 6,5

SAPONARA 6

CAPRARI 6,5

DEFREL 6

QUAGLIARELLA 6,5

KOWNACKI sv

ALL.GIAMPAOLO 7,5

ARBITRO

PAIRETTO 6,5

Sbaglia pochissimo e pochissimo ammonisce lasciando giocare in una partita corretta ma su un terreno infido. Una buona prestazione.

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