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SORBOLO

Dopo il furto tentò di speronare l'auto del sindaco Cesari: condannato

19 dicembre 2018, 05:03

Dopo il furto tentò di speronare l'auto del sindaco Cesari: condannato

SORBOLO Rubare qualche bici? Sembrava un gioco da ragazzi. Ma lo scorso agosto il gruppetto non aveva fatto i conti con la prontezza di reazione dei cittadini. A partire dal «primo», il sindaco Nicola Cesari, che rimediò pure qualche danno all'auto nel tentativo di bloccare il ladro più spericolato (e pericoloso), l'unico rimasto in fuga per un mesetto prima di finire dietro alle sbarre. Italiano di origine tunisina, è stato arrestato a settembre, e ieri è stato condannato a 3 anni e 8 mesi (con rito abbreviato) per rapina e ricettazione. A 27 anni ha già un «curriculum» corposo, e ciò ha sicuramente pesato. Ma la sentenza avrebbe potuto essere ancora più pesante, considerando che il pm aveva chiesto 6 anni.

C'era anche lui, in via Pellico, quella sera del 6 agosto, insieme ad altri due complici, poco più che ragazzini: un 23enne brasiliano e un 18enne afghano con una marea di alias. Sono le otto e mezza, quando la banda entra in azione. Senza farsi troppi scrupoli, ma soprattutto con un bel po' di inettitudine: mentre uno dei tre trancia la catena di una bicicletta all'interno di un condominio, una donna vede la scena e avverte il proprietario della due ruote, suo vicino di casa. Quando l'uomo arriva, il gruppetto si è già messo all'opera per tentare di far sparire la bicicletta: le ruote sono già smontate e la bici sta per essere caricata su una Fiat Punto dentro cui ce ne sono già altre due. Ma i tre cercano di imbastire una serie (assurda) di scuse, del tipo: «Questa è la bici di un mio amico».

Intanto, però, attorno ai ragazzi si forma un capannello di persone, tra cui anche Cesari, che nel frattempo era stato avvisato. Sale la tensione, o forse è solo una messinscena, perché a un certo punto i tre cominciano a litigare. Basta, però, che il sindaco pronunci la parola «carabinieri» che uno dei tre ladri sale sulla Punto e si dà alla fuga abbandonando i due complici, che poi vengono arrestati. Ma anche il sindaco monta in auto e si lancia all'inseguimento del ragazzo, dopo aver avvertito i carabinieri. Il ladro pesta sull'acceleratore e non si preoccupa minimamente di divieti e precedenze. Poi, però, finisce in un vicolo cieco. Ma non demorde, anzi ingrana la retromarcia e tenta di speronare la macchina di Cesari, che riesce a sterzare, ma non può evitare qualche ammaccatura sulla fiancata sinistra. Il ragazzo, invece, balza fuori dall'auto e si allontana.

Ma ben presto i carabinieri arrivano al suo identikit. E a settembre lo arrestano a Parma, a barriera Garibaldi.

r.c.

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