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Rischiò di morire sul campo, ora è presidente

20 dicembre 2018, 05:00

Rischiò di morire sul campo, ora è presidente

PIETRO RAZZINI

Una maglia come una seconda pelle. Anzi per una seconda vita. Quella da presidente della società dove è cresciuto, sul cui campo ha rischiato di morire e poi ha ritrovato quotidianità, entusiasmo e felicità. Paolo Fratta è il nuovo numero uno della Virtus Parma, società storica del nostro territorio che ha rappresentato per 30 anni (20 da calciatore e 10 da dirigente). Succede a Marco Salsi, altro simbolo di questa realtà: «È meraviglioso sapere che siamo un punto di riferimento per tante famiglie del quartiere. Io non me ne vado ma cedo il timone a un uomo Virtus che ho avuto il piacere di conoscere e apprezzare in questi anni: Paolo è una grande persona».

Un passaggio di consegne fatto col cuore. E proprio di cuore si parla per raccontare la storia straordinaria di Fratta e del suo amore per questa società. È lui stesso a raccontarla: «Era il 7 ottobre 2001 quando si è verificato il miracolo. Giocavamo in casa contro la Calestanese, campionato di seconda categoria. Dopo sette minuti vado a terra senza alcun contrasto e non mi rialzo. Ancora oggi non ricordo nient'altro. Ho saputo in seguito che l'intervento dell'allora dirigente Paolo Pescatori mi ha salvato la vita, regalandomi qualche minuto di vita in più con il primo soccorso e permettendo all'ambulanza, casualmente poco distante dal campo, di arrivare in tempo per rianimarmi col defibrillatore».

Un infarto l'aveva colpito ma non era ancora il suo momento: «Ho sempre giocato qui, da quando avevo 13 anni. Un percorso che mi rende orgoglioso. È stata una scelta di vita: negli anni ho avuto richieste anche da altre società che militavano in categorie superiori ma i principi che insegnano qui, hanno un valore superiore a qualsiasi successo o promozione». Non è un caso che prima di dare la sua disponibilità, il neopresidente abbia trascorso diverse notti insonni: «Ho rivissuto il mio film con questa casacca. Quanti ricordi, quanti amici ho conosciuto e quanti avversari ho affrontato. Poi ho accettato con entusiasmo: ho avuto una seconda opportunità quando ormai sembrava tutto finito e voglio aiutare i giovani a crescere secondo quegli ideali che questa realtà mi ha regalato».

Nel 2019 si festeggerà il cinquantesimo anniversario societario. Una ricorrenza importante: «Marco Salsi, nei suoi sette anni e mezzo di presidenza, ha fatto un lavoro meraviglioso. Stiamo crescendo tantissimo: sempre più squadre (siamo a 13 ora) richiedono spazi maggiori. Uno dei miei impegni sarà quello di trovare campi che possano dare un po' di sollievo al nostro terreno di gioco e agli oltre 300 tesserati. E poi vorrei riorganizzare internamente la società, definendo ruoli ben precisi. Stiamo preparando un regolamento che varrà per tutto il mondo Virtus perché in futuro ci siano altri giovani atleti che si innamorino di questa maglia». E la vivano come una seconda pelle.

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