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Il questore Bonaccorso

«La rapina? Gravissima. Ma non c'è emergenza»

22 dicembre 2018, 06:03

«La rapina? Gravissima. Ma non c'è emergenza»

Luca Pelagatti

Da una parte i numeri: «i reati sono in calo». Dall'altra la consapevolezza che se la gente è preoccupata non bastano le statistiche: «Occorre fare ogni sforzo per rispondere ai bisogni dei cittadini». Il questore di Parma, Gaetano Bonaccorso, come consuetudine, nel periodo di fine anno è chiamato a riflettere sulla sicurezza in città. E per forza di cose la conversazione partire dalla rapina dell'altra sera nella zona est della città. Uno di quei colpi che, a Parma, non si erano forse mai visti prima. «E' evidente: si tratta di un reato gravissimo per il quale abbiamo immediatamente messo in campo il massimo impegno investigativo. Ma occorre anche sottolineare che non si può parlare di una emergenza per questo tipo di reato nella nostra provincia. Dall'inizio dell'anno, infatti, i casi sono stati solo due. Se confrontiamo questo dato con le regioni vicine, con il Veneto e la Lombardia, si comprende che altrove il fenomeno è molto più grave e diffuso».

Verissimo, le cifre lo dicono e i numeri fotografano un trend verso il basso per i crimini. Ma questo non basta certo a placare le preoccupazioni dei parmigiani che troppo spesso si guardano intorno smarriti. Sconcertati di fronte ad una città che non riconoscono più. «Una reazione logica. Ma noi non dobbiamo cedere all'emotività. Perché chi lavora in polizia lo sa bene: l'ansia nel nostro lavoro deve essere controllata. E deve aumentare l'impegno». Un modo per dire che la rassegnazione non può attecchire tra chi indossa la divisa. E che sa bene che prima di agire occorre freddezza. «Una rapina in villa spaventa, è ovvio. Ma si deve essere onesti e ammettere che, per Parma, le emergenze riguardano, per esempio, maggiormente i furti e lo spaccio». Uno smercio di sostanze che non può e non deve essere sottovaluto: «Perché se una città diventa una piazza importante può trasformarsi in centro di smistamento. Con conseguenze gravi sull'ordine pubblico».

Un tema, quello della sicurezza, che spesso poi viene affrontato con la lente delle lamentele: troppi pochi uomini e poche mezzi significano una città in difficoltà. E a Parma questo sembra un mantra che risuona da tanto tempo. «Ma anche in questo caso occorre rigore: se servono risorse è opportuno chiederle con forza come abbiamo fatto in molte circostanze. Ma non deve essere un alibi: un migliore assetto organizzativo, a volte, basta a dare risposte più efficaci. Così come fondamentale è l'utilizzo degli strumenti più moderni di cui disponiamo. All'inizio, forse, si fatica ad ingranare. Ma poi si lavora di più e meglio». Ma i miracoli, si sa, non arrivano neppure sotto Natale. Ed è per questo che il questore propone un percorso diverso. Che passa per una rivoluzione culturale. «Il mondo è cambiato, la città pure. Occorre adattarsi: se il furto è molto difficile da prevenire occorre che tutti diano una mano. Una segnalazione in più, un contributo da parte dei cittadini spesso fa la differenza. Ecco quindi il mio auspicio: non rassegnazione ma reazione. E dico a tutti: non siate indifferenti, sia nel bene sia nel male. Se le cose non vanno fatelo presente, fatevi sentire. Se l'impegno delle forze dell'ordine, però, dà risultati, mettetevi al fianco di chi lavora. Perché faccia ancora meglio».

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