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Scuola

I voti prima delle vacanze? Studenti scontenti

23 dicembre 2018, 06:00

I voti prima delle vacanze? Studenti scontenti

CLAUDIA OLIMPIA ROSSI

Sono iniziate le vacanze natalizie. E fino al 7 gennaio le scuole rimarranno chiuse. Ma non per tutti saranno solo giorni spensierati: i giudizi incombono.

Come le stagioni, anche i quadrimestri, che scandivano l’anno scolastico con l’arrivo della famigerata pagella a scoprire le carte - ma se nel mazzo c’era un quattro non avevi fatto poker - dei voti presi, sono in via d’estinzione. Al loro posto ecco trimestre e pentamestre: settembre-dicembre, gennaio- maggio. «Non è certo una novità - spiega Guido Campanini, preside del liceo classico Romagnosi - ma esiste da vent’anni: il decreto del 1998 lasciò molta libertà agli istituti di decidere la partizione dell’anno scolastico». Ad ogni inizio, il Consiglio può mutare consenso, ma a Parma le scuole superiori preferiscono sempre più spesso mettere i voti «sotto l’albero», finendo verifiche e interrogazioni prima delle vacanze natalizie, per completare gli scrutini a gennaio pronti per il corposo pentamestre che conduce alla campanella finale. Fanno così i licei Marconi, Romagnosi, Ulivi, Toschi, Albertina Sanvitale e San Benedetto, gli istituti Bocchialini, Melloni, Rondani, Itis, Ipsia. Gli studenti non sempre gradiscono. «Impone di comprimere il programma - spiega Mattia Gabella, anche a nome dei colleghi, rappresentanti degli studenti in Consiglio d’istituto all’Ulivi, Federico Ceci, Andrea Cattabiani e Maddalena Mori - ed accorpare tutte le verifiche per avere i voti disponibili. Quest’anno la scelta è stata motivata dal calendario peculiare, ma siamo tutti un po’ scontenti». Parla di «un dicembre che sembra maggio» Carlotta Morlini, tra i rappresentanti degli studenti al Marconi, perché «ogni giorno c’è una verifica e ci si trova a recuperare in itinere». Il lato positivo? Due settimane di festività senza libri di testo. «Ormai mi sembra un ritmo fisiologico - riflette invece Barbara Testi, rappresentante dei genitori al liceo Marconi - perché la seconda parte dell’anno riprende a gennaio in modo più rilassato, magari avendo consolidato i concetti durante le vacanze natalizie». Questa scansione «consente di rimediare per tempo situazioni di fragilità» secondo Elisabetta Botti, preside dell’Itis, «facendo felici famiglie e docenti» a parere di Giorgio Piva, preside all’Ipsia e al Rondani. Giovanna Longagnani, vice preside del Rondani, concorda sull’importanza di «sfruttare al meglio la prima fase dell’anno, in cui gli studenti sono freschi e reattivi», mentre don Massimo Massironi, preside del liceo San Benedetto, ritiene trimestre e pentamestre «un’ottima occasione per colmare incertezze anche con corsi di recupero». Pro e contro si elidono tra loro con uno stesso denominatore: il registro elettronico ha cambiato volto alle comunicazioni scuola-famiglia, rendendo sempre consultabile e trasparente ogni attività scolastica dell’alunno, dai voti alle note, dalle entrate in ritardo alle assenze (con buona pace di quelle non autorizzate che a Parma si chiamano «fogoni»), giungendo a riconsiderare l’opportunità di conservare le valutazioni di medio termine. «Il rito della pagella non esiste più - conclude Guido Campanini - e questa fotografia di metà percorso è paragonabile, con un po’ di ironia, al campionato d’inverno calcistico. Quello che conta è lo scudetto». Per Giovanni Brunazzi, preside del liceo Ulivi, l’anno scolastico potrebbe diventare un unicum. «Il mio obiettivo - argomenta - è razionalizzare il numero delle verifiche e delle varie forme di valutazione. Ogni famiglia può vedere online in tempo reale l’andamento dello studente e mi pare auspicabile eliminare le comunicazioni intermedie durante l’anno per lasciare maggior respiro all’apprendimento».

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