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'NDRANGHETA

Stige, giudizio abbreviato per Gigliotti e altri tre parmigiani

23 dicembre 2018, 06:02

Stige, giudizio abbreviato per Gigliotti e altri tre parmigiani

GEORGIA AZZALI

Gli affari sporchi. Ma anche quelli (all'apparenza) puliti. La 'ndrangheta dei Farao-Marincola di Cirò Marina da tempo si è fatta impresa. E ha saputo conquistare feudi in Emilia e oltre confine, espatriando anche in Germania. E' passato meno di un anno dalle centinaia di arresti dell'operazione «Stige», coordinata dalla Dda di Catanzaro. Una maxi inchiesta diventata un maxi processo: 80 le persone rinviate a giudizio dal gup Giacinta Santaniello. Due i patteggiamenti richiesti e 107 gli imputati ammessi al giudizio abbreviato, tra cui l'imprenditore parmigiano Franco Gigliotti e altre tre persone residenti in città: Vittorio Farao, 41 anni, figlio del boss Giuseppe (che sta scontando l'ergastolo a Opera), Aldo Marincola, 34, e Fabio Potenza, 31. Tutti e quattro devono fare i conti con l'accusa di associazione mafiosa (come semplici appartenenti). Sia Gigliotti che Potenza, però, devono anche rispondere di intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso.

La requisitoria dei pm calabresi, durante la quale verranno presentate le richieste di pena, comincerà a febbraio ma si prolungherà fino a marzo. Serviranno alcuni mesi per arrivare alla sentenza, ma il rito abbreviato consentirà agli imputati di poter contare sullo sconto certo di un terzo, in caso di condanna. Per l'esercito dei rinviati a giudizio, invece, il processo ordinario, davanti al tribunale di Crotone, prenderà il via il 4 marzo.

Dalla Calabria a Parma e ritorno. Perché è nel Crotonese che Franco Gigliotti, 50 anni, l'imprenditore della G.F. Nuove Tecnologie di via Monte Sporno, azienda molto conosciuta nell'ambito dell'impiantistica per le imprese farmaceutiche e alimentari, avrebbe - secondo gli inquirenti - fatto affari con uomini della cosca. Dopo aver passato quasi 5 mesi in cella, Gigliotti è ai domiciliari dallo scorso giugno: è stato il tribunale del Riesame a scarcerarlo, derubricando il reato da associazione mafiosa a concorso esterno, ma la procura non ha fatto alcuna retromarcia contestandogli il reato più pesante. I rapporti tra Gigliotti, originario di Crucoli, e la 'ndrina? Gestiti attraverso Vittorio Farao e Aldo Marincola, secondo l'accusa. L'imprenditore avrebbe infatti assunto i due in società da lui controllate - la R.P. Work, la P.R. Service, la C.L.C. Impianti e la G.G. Service - facendo affidamento su di loro anche per far fronte a pretese estorsive da parte di altre organizzazioni criminali.

Ma la figura centrale su cui fare affidamento per la 'ndrina era Gigliotti: l'imprenditore - si legge nella richiesta di rinvio a giudizio - che avrebbe «calibrato i suoi investimenti secondo le esigenze della cosca, badando a incrementare il fatturato delle imprese di 'ndrangheta» e garantendosi «a sua volta un'implementazione del portafoglio clienti».

Turismo, immobiliare, settore alimentare e mondo dello sport: molteplici gli interessi di Gigliotti. Secondo l'accusa, inoltre, l'imprenditore della G.F. avrebbe finanziato anche la Ag Film, una società per la raccolta e la rigenerazione della plastica riconducibile, tramite i fratelli Francesco e Gaetano Aloe, a Giuseppe Spagnolo, ritenuto uno dei capi dell'associazione. Non solo. Grazie agli appoggi della cosca, Gigliotti nel 2015 avrebbe creato a sua volta, a Torretta di Crucoli, la G-Plast, una srl sempre per la raccolta e la rigenerazione dei cartoni.

Dai rifiuti al business del turismo. Fabio Potenza, 31 anni, sarebbe stato l'uomo di riferimento nel territorio cirotano per la gestione dei servizi per conto della cosca. In particolare, si sarebbe occupato dello stabilimento balneare «Ninì Prince». Ma Potenza sarebbe stata anche la persona giusta per organizzare gli incontri tra gli 'ndranghetisti e gli imprenditori associati al clan, come Gigliotti.

Eccoli, i legami tra la cosca e Parma, secondo l'accusa. Che nei prossimi mesi presenterà il conto. Ma, dopo le arringhe delle difese, spetterà al giudice decidere quale storia scrivere su quei rapporti.

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