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BEDONIA

«Un comprensorio sciistico tra la Valceno e la Val d'Aveto»

31 dicembre 2018, 06:00

«Un comprensorio sciistico tra la Valceno e la Val d'Aveto»

Monica Rossi

BEDONIA - Il marino pre-natalizio s'è portato via un bel po' di manto bianco, il vento di Fhön di oggi ha fatto il resto, ma i progetti che interessano Val d'Aveto e Valceno non si sciolgono come neve al sole: pare infatti che per la stazione sciistica ligure, amata e frequentata anche dagli emiliani delle valli del Taro e del Ceno, sia in cantiere un impianto di innevamento artificiale e un'idea (ancora sulla carta ma non proprio nuova) per collegare il versante bedoniese a quello genovese, ampliando di fatto la skiarea a beneficio di tutti.

Tutto è cominciato sabato, alla festa per i 10 anni della riapertura degli impianti di Santo Stefano d'Aveto, quando alla presenza del governatore della Liguria, Giovanni Toti, e del sindaco di Genova, Marco Bucci, è arrivato anche il primo cittadino di Bedonia, Carlo Berni, che ha parlato proprio della possibilità di collegare, con una seggiovia, i due territori.

Quanto sia effettivamente plausibile dotare Santo Stefano di un sistema per l'innevamento artificiale è tutto da vedere: il mare e i suoi venti, si sa, sono «vicini» e il clima è cambiato. Ma, capricci del meteo a parte, l'idea di una seggiovia piace. «È ancora sulla carta, all'anno zero, ma perché si possa pensare di dar vita al progetto è necessario un accordo transregionale - ha spiegato Carlo Berni -. Di certo vi è che, se si realizzasse, sarebbe un plus sia per Santo Stefano sia per la Valceno».

Tra il dire il fare, in questo caso, c'è l'orografia complessa dell'Appennino, che qui comprende tre province (Parma, Genova e Piacenza). La domanda che ci si pone insomma è: da dove potrebbe partire la seggiovia? «Chi conosce la zona, individua come punto di partenza ottimale il rifugio Prato Grande, ubicato sotto il Monte Bue a quota 1500 metri. Certo, le macchine fin là non ci arrivano, ma si potrebbe ipotizzare un servizio di trasporto dalla strada provinciale fino alla partenza dell'impianto. Dotando quella località di una seggiovia e di conseguenza ampliando l'area di sci, tutta la zona godrebbe di un plus. Sul nostro versante, infatti, la neve dura di più, essendo meno soggetta al marino», ha spiegato Berni.

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