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Lutto

Addio a Estella, morta a 22 anni: combatteva contro una rara malattia genetica

02 gennaio 2019, 06:01

Addio a Estella, morta a 22 anni: combatteva contro una rara malattia genetica

MARGHERITA PORTELLI

Come in cielo, così in terra, le stelle continuano a brillare per molti anni anche dopo la loro morte.

E di certo così farà Estella Curati, la «guerriera» ventiduenne venuta da lontano che agli sgoccioli dell’anno ha deposto le armi e si è addormentata per sempre, come una principessa. Nel nome e nel destino ha scintillato tanto intensa quanto fugace, la sua vita: nata a Cimitarra, nel dipartimento di Santander, in Colombia, la ragazza era arrivata in Italia quando aveva cinque anni, adottata da una famiglia che l’ha cresciuta con l’amore che ogni bimbo meriterebbe.

Con papà Walter e mamma Simona, a Corcagnano, nel 2001, l’attendeva anche un fratellino speciale, Alejandro, come lei adottato dalla Colombia quattro anni prima. Un legame unico con la sua terra d’origine che l’avrebbe accompagnata in questa nuova esistenza.

Dopo un avvio di vita difficile e ingiusto, però, solo pochi anni di serenità sono stati concessi a lei e alla sua famiglia. All’età di undici anni, infatti, un nuovo schiaffo del destino l’ha colpita, sotto forma di una rara malattia genetica degenerativa, mai diagnosticata a causa dell’indisponibilità della mappa genetica dei genitori biologici. «Estella è stata una bambina vivace ed energica, e anche un po’ “vanitosetta” – la ricorda mamma Simona, tentando di inghiottire le lacrime in un sorriso -: adorava cantare, ballare, andare in giro in bicicletta per il paese. Appena arrivata in Italia, nonostante qualche difficoltà psicomotoria dovuta ai suoi trascorsi di vita (abbandonata dalla mamma a una vicina di casa, era poi passata in affido ad alcune famiglie locali), aveva imparato subito la lingua. Le era rimasto qualche disturbo dell’apprendimento, ma aveva frequentato con gioia le elementari e le medie, qui a Corcagnano». E poi il catechismo, le lezioni di danza, i centri estivi e tutte quelle attività che comunemente riempiono la vita di una ragazzina. A squarciare la normalità, nel 2007, i primi sintomi di quella terribile malattia che l’avrebbe spenta un po’ alla volta: forti crisi epilettiche che da subito hanno reso drammaticamente chiara la gravità della situazione. Da lì ospedali, medici, visite, esami, terapie: Estella era stata seguita a Parma, ma anche a Bologna e, negli ultimi tempi, a Firenze.

Walter Curati, direttore del centro di adozioni internazionali «La Maloca» di Parma, di cui è stato per dodici anni presidente, è un papà con una corazza di forza e tenerezza che lascia senza parole. «Estella non amava raccontare molto del suo passato, ma con il fratello Alejandro, suo coetaneo, aveva da subito stretto un buonissimo rapporto, che è stato di grande aiuto anche per la costruzione della relazione con noi genitori» racconta. Difficile aggiungere altro. Oltre che superfluo. La gratitudine di averla avuta, anche se per troppo poco tempo, si legge chiaramente anche senza bisogno di parole. I funerali di Estella avranno luogo oggi, partendo alle 14.30 dalla sala del commiato Ade in viale Viletta, verso la chiesa di Corcagnano e il cimitero di Vigatto.

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