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PARMA

Don Rossolini: «Pizzarotti deve dimettersi». Il sindaco: «Si tira dritto senza se e senza ma»

05 gennaio 2019, 06:01

Don Rossolini: «Pizzarotti deve dimettersi». Il sindaco: «Si tira dritto senza se e senza ma»

Luca Molinari
Don Francesco Rossolini, parroco di San Paolo Apostolo, chiede le dimissioni del sindaco Federico Pizzarotti, a seguito del riconoscimento di figli di coppie omogenitoriali. In un video pubblicato su Youtube, il sacerdote replica alle affermazioni del sindaco, accusandolo di aver compiuto questo gesto «per avere un’alta risonanza mediatica».

Don Rossolini parte dalle affermazioni degli stilisti Dolce e Gabbana: «Non c’è religione che tenga, la famiglia è quella tradizionale, non ci convincono i bambini sintetici» per ribadire il valore della famiglia e invita il sindaco ad «essere super partes».

Vengono quindi riprese delle dichiarazioni di alcuni pediatri, contrari alle adozioni di coppie gay in quanto «il minore per formarsi ha bisogno di regole certe e condivise».

«Pizzarotti sia umile e ascolti cosa dicono i pediatri - aggiunge don Rossolini - serve chiarezza nei ruoli».

Il parroco riprende quindi l’affermazione del sindaco: «La sottoscrizione di due genitori dello stesso sesso è un puro atto di anagrafe, un riconoscimento legale, non concettuale» precisando che «in materia di stato civile il sindaco agisce sotto la vigilanza del Prefetto quale ufficiale di governo e come tale, non ha il potere di riconoscere nessuno come padre e madre, ma indica all’anagrafe i nuovi nati e i loro genitori, che secondo la Costituzione (art 29) sono “sempre e solo un uomo e una donna”».

Secondo don Rossolini la sottoscrizione degli atti di anagrafe da parte del sindaco «conferisce una grande pubblicità a Pizzarotti, favorendone le sue aspirazioni politiche, ma non è un atto di umanità, perché i bambini non sono mai di serie B, nemmeno quando figli di padre o madre soli. I bimbi sono sempre tutelati dalla legge. E’ una bugia dire che l'iscrizione all’anagrafe gli dà dei diritti». Il sacerdote ribadisce quindi le affermazioni del costituzionalista Vladimiro Zagrebelsky che afferma come «le trascrizioni di matrimoni contratti all’estero sono illegittime».

Partendo dalle parole del sindaco «dove c’è amore e cura, chi sono io per dire chi è o cos’è una famiglia?» don Rossolini riprende la notizia di una donna olandese che avrebbe sposato il suo gatto e quindi il proprio cane, invitando sarcasticamente il primo cittadino «a celebrarne le nozze, dato che a suo parere dove c’è amore c’è famiglia».

Quanto alla citazione da parte del primo cittadino del Vangelo di Giovanni «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me», il parroco riprende la locuzione latina «Sutor, ne ultra crepidam» (Ciabattino, non andare oltre le scarpe). «Dato che il sindaco si paragona a Gesù Cristo morto in croce - conclude don Rossolini - gli proponiamo un gesto clamoroso: ritirarsi, dimettersi. Sarebbe il modo più bello per dimostrare quanto gli stanno a cuore i diritti, pagando di persona. Magari otterrà gratitudine da chi non vede i propri diritti riconosciuti e anche quella di tanti altri parmigiani. Senz’altro anche la mia».

IL SINDACO SU FACEBOOK PARLA DI "MEDIOEVO" E REPLICA: "SI TIRA DRITTO SENZA SE E SENZA MA". Il primo cittadino risponde con un post sulla sua pagina Facebook: 

Sul riconoscimento di quattro figli di coppie omogenitoriali, dopo Forza Nuova nell'ordine attaccano #Parma Don Rossolini e Giovanardi.

Il primo mi invita a dimettermi (?!?) e paragona le donne che si amano, cui ho sottoscritto il riconoscimento, a cani e gatti. Cari parmigiani, quando andrete a sentire le omelie del Don, sappiate che l'amore tra persone dello stesso sesso per lui è pari all'amore che potrebbe esserci con un cane o un gatto. Don, ti abbraccio: qui si tira dri...tto senza se e senza ma.

Mentre Giovanardi... Beh, Giovanardi lo conosciamo.

Dal medioevo per oggi è tutto.

Da Parma, invece, forte e chiaro: sui diritti non un passo indietro 

GIOVANARDI CONTRO PIZZAROTTI: "TENTI ALMENO DI BALBETTARE UNA RISPOSTA". Carlo Giovanardi  critica Pizzarotti. Da un lato, dice, "per sapere esattamente che cosa ha ordinato all’anagrafe riguardo alle coppie omosessuali, devo procedere con una richiesta di accesso agli atti", ma dall'altro Pizzarotti critica sui social senza entrare nel merito. "Evidentemente il sindaco non è in grado di balbettare una risposta rifugiandosi nella vecchia gag di demonizzare l’interlocutore", dice Giovanardi.