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LA POLEMICA

È scontro fra il Comune e il ministro Salvini

05 gennaio 2019, 06:03

È scontro fra il Comune e il ministro Salvini

La legge Salvini «è contro gli italiani, perché se si riducono le protezioni per i richiedenti asilo ma non si è in grado di rimpatriarli, come ha fatto sapere il ministro col bombardino in mano mentre i sindaci lavorano in ufficio, aumentano per le strade gli stranieri senza permesso di soggiorno». Lo sostiene il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che torna ad attaccare il ministro dell’Interno. E lo fa dal proprio profilo Facebook, diventato negli ultimi giorni una tribuna da cui il primo cittadino ha lanciato i suoi strali contro il capo del Viminale.

Il provvedimento, scrive Pizzarotti «rischia di gettare instabilità nelle città, e i sindaci nella necessità di gestire centinaia di persone senza che siano riconosciute dallo Stato italiano. Tra il 2018 e il 2020 gli irregolari aumenteranno di 140 mila. Uomini e donne in strada che popoleranno le nostre città, le nostre strade e le nostre periferie, che sfuggiranno ai controlli delle nostre forze dell’ordine». Il quadro disegnato dal sindaco non è certo rassicurante e va nella direzione opposta rispetto alle intenzioni della legge Salvini.

«I sindaci non protestano per partito preso, ma perché a differenza del ministro col bombardino in mano e del ministro in motoslitta, dovranno gestire questa vera e propria bomba sociale», termina Pizzarotti, prendendo di mira non solo Salvini, ma anche l'altro vicepremier, Luigi Di Maio.

Nei giorni scorsi, il tono usato dal sindaco sulla sua pagina Facebook per contestare il decreto Salvini, poi diventato legge, è stato ancora più aspro. «Sogno un Paese in cui i bulli di quartiere, che attaccano i napoletani per il solo fatto di essere napoletani, siano isolati e non presi ad esempio arrivando persino a essere vicepremier», aveva scritto Pizzarotti, alludendo a Matteo Salvini.

Il sindaco di Parma però, a differenza dei colleghi di Palermo e Napoli, non ha esplicitamente caldeggiato la strada della «disobbedienza civile» nei confronti del contenuto della legge, preferendo la strada del dialogo, o meglio, del confronto fra i Comuni e il ministero. Non è un caso infatti che l'Anci, l'associazione dei Comuni, abbia convocato un incontro per il 10 gennaio proprio per discutere delle criticità che sarebbero legate all'applicazione della legge Salvini. Al termine dell'incontro non è esclusa la richiesta formale di un faccia a faccia con il capo del Viminale.

Intanto, sul territorio i vari sindaci hanno assunto atteggiamenti diversi nei confronti della legge. Ci sono i sindaci leghisti di Fontevivo e Traversetolo (Tommaso Fiazza e Simone Dall'Orto) che si dichiarano a favore del provvedimento, mentre altri sindaci come Fabio Fecci (Noceto) e Giordano Bricoli (Langhirano) si limitano ad affermare che rispetteranno la legge. Critici, anche se obbedienti, i sindaci di Salso (Filippo Fritelli) e Borgotaro (Diego Rossi).

P.Dall.

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