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I TEMI DELL'ANNO

Politica, sicurezza, grandi opere, sport, cultura: le sfide del 2019

05 gennaio 2019, 06:02

Politica, sicurezza, grandi opere, sport, cultura: le sfide del 2019

POLITICA

STEFANO PILERI

L'anno appena finito ha sconvolto gli equilibri della politica. Ma quello appena iniziato non si annuncia da meno e promette di portare scenari completamente nuovi anche negli enti locali. La si può pensare come si vuole ma su un punto nessuno ha dubbi: la crescente ondata leghista che aveva già completamente ridisegnato la rappresentanza parlamentare parmigiana nel marzo scorso, farà sentire i propri effetti anche sulle elezioni in molti comuni del Parmense e sulle regionali previste per quest'anno.

Il primo appuntamento in ordine di tempo saranno le elezioni per l'Europarlamento. previste per il 26 maggio. In quarant'anni Parma non ha mai eletto un parlamentare europeo. Sarebbe un obiettivo importante ma, salvo sorprese, non pare a portata di mano nemmeno questa volta. Cinque anni fa il voto europeo aveva segnato il trionfo del Pd di Renzi in tutta Italia, dove aveva superato il quaranta per cento: a Parma, era stato addirittura scelto da più di un elettore su due. Pur con tutte le cautele del caso, i sondaggisti danno per certo che questa volta il botto lo farà la Lega di Salvini, preannunciata oltre quota trenta a livello nazionale e qualche punto più su nel centro nord.

Praticamente insieme con la sfida per le europee si svolgerà la corsa per le amministrative. Si vota in tanti comuni, anche di dimensioni consistenti: Fidenza, Montechiarugolo, Collecchio, Colorno, oltre al neonato Sorbolo Mezzani e a Polesine Zibello commissariato dopo le vicende giudiziarie. In quasi tutti i casi, i sindaci uscenti sono espressione più o meno diretta del centrosinistra. Ogni comune fa storia a sé. Ma forse è questo il fronte dove il Pd può giocarsela meglio, a meno di non rivedere le divisioni suicide che negli ultimi anni gli hanno fatto perdere comuni come Busseto, Fontevivo e Traversetolo. Di certo i vertici della Lega parmigiana sono già da tempo al lavoro per trovare candidati competitivi in tutti i paesi. E, almeno in questa fase, pare non si siano limitati a nomi di stretta osservanza leghista, cercando anche al di fuori dei confini del «Carroccio». Salvo sorprese, invece, nei comuni il Movimento 5 stelle sembra poco radicato e fuori partita.

Per l’autunno è prevista la sfida delle Regionali, sfida quanto mai attesa. Per la prima volta nei suoi quasi cinquant’anni di vita, infatti, la maggioranza del consiglio regionale dell’Emilia Romagna potrebbe non andare al centro sinistra. Un’ipotesi suffragata non solo dai dati elettorali delle ultime Politiche ma anche da recenti sondaggi. Parte sicuramente con un buon patrimonio di risultati, il presidente uscente Stefano Bonaccini, ma lui per primo sa che la sfida per la riconferma è molto difficile. Anche perché il Pd non si è ancora ripreso dalla disfatta delle politiche e non è detto che ci riesca nei prossimi mesi. Non è un caso che Bonaccini abbia avviato un dialogo con il pianeta delle liste civiche, a cominciare ovviamente dal nuovo movimento «Italia in comune» creato da Federico Pizzarotti. C’è chi a Bologna vuole a tutti i costi questa alleanza e chi addirittura vorrebbe il sindaco di Parma in pista in prima persona. Ma lui frena. Sa che l’abbraccio con il Pd di questi tempi può essere letale per chiunque.

CULTURA

KATIA GOLINI

Tante sfide concentrate in una: arrivare pronti al 2020, l'anno di Parma Capitale italiana della cultura. Tutta la città deve scaldare i motori e mettersi in moto, subito: ecco la scommessa per questo 2019 appena iniziato. Dodici mesi di tempo per calarci nel ruolo di protagonisti. Perché tutti potranno (e dovranno) fare la propria parte e perché Parma può fare la differenza rispetto alle altre città, ma solo giocando in squadra e credendoci davvero.

L'assessore Michele Guerra l'ha detto: «Sarà questo il vero anno di Parma Capitale della cultura». Sì, perché non basta avere un asso in mano, bisogna giocarlo bene e nei tempi giusti. Missione dell'anno quindi? Seguire le tabelle, non crogiolarsi sugli allori, allenarsi con costanza per arrivare al traguardo in perfetta forma. La maratona che attende al varco Parma l'anno prossimo richiede un impegno super, soprattutto se, come da propositi annunciati, si vuole lasciare un'eredità duratura.

E' tempo di entrare nel vivo. I progetti del dossier di candidatura non si abbozzano all'ultimo momento. E gli attori già scritturati sono in attesa della chiamata alle armi, del fischio d'inizio. Non aspettano altro. Poi c'è il bando da cui usciranno altre proposte e idee che, a loro volta, richiederanno altro tempo per prendere vita.

Detto questo, farsi trovare pronti non significa concentrarsi soltanto su eventi e calendari. Significa soprattutto fare di Parma una città «smart», ancora più bella, pulita, ancora più verde, vivibile, sostenibile, accogliente, capace di offrire servizi all'altezza (anche la domenica), in grado di valorizzare davvero i tesori storici, artistici, enogastronomici. La vera sfida di Parma Capitale della cultura, sembrerà strano, non si gioca solo sul fronte della cultura tradizionalmente intesa. Parma vincerà se dimostrerà di poter essere un modello. Sia questo l'anno in cui il centro storico riprende vita e le periferie vengono tirate a lucido. C'è bisogno dello sforzo di tutti, cittadini e istituzioni. E' bello pensare che insieme ai tanti eventi in cantiere si sta già pianificando il rilancio di una città che punta a brillare. E' bello immaginare che tutti remeranno nella stessa direzione per incentivare la riapertura dei piccoli negozi nelle vie storiche, per favorire le attività commerciali, per incrementare un trasporto pubblico «leggero».

Arriveranno in tanti. Una marea di persone, che il brand «capitale della cultura» attira in automatico, invaderà Parma nel 2020. Le lancette dell'orologio girano veloci e tante sono le cose da fare. Toccherà al Comune, capofila delle iniziative, tenere le redini e indirizzare proposte, energie e progetti nella giusta direzione, ottimizzando le risorse, valorizzando le idee migliori, spingendo sull'acceleratore dell'entusiasmo, gestendo i fondi in maniera oculata.

La grande sfida è tutta qui: istituzioni pubbliche e privati al lavoro insieme. Le premesse ci sono e i risultati si sono già visti. Se Parma continuerà così sarà un successo. Un successo senza precedenti.

GRANDI OPERE

GIAN LUCA ZURLINI

Sono diverse le grandi opere delle quali Parma attende da tempo la realizzazione. Il 2019 dovrebbe essere l'anno della verità per il raddoppio del tratto della Pontremolese tra Parma e Vicofertile, per il quale esiste già un progetto e che è stato di recente rifinanziato dopo che nel 2011 il governo Monti aveva tolto il finanziamento già previsto.

Altre infrastrutture per le quali il 2019 dovrebbe finalmente rappresentare il ritorno alla normalità sono i due ponti sul Po del Parmense. Per quello tra Colorno e Casalmaggiore il cantiere, dopo il rigetto del ricorso, è già in partenza e la riapertura al traffico, dopo due anni di chiusura completa, dovrebbe avvenire entro la fine dell'estate. Per quello fra Ragazzola e San Daniele Po, sul quale da oltre due anni si viaggia a senso unico alternato, il cantiere per la sistemazione della parte infrastrutturale delle arcate, che è a cura della provincia di Parma, è in corso dopo l'aggiudicazione dei lavori avvenuta nei mesi scorsi. Qui la riapertura senza limitazioni dovrebbe esserci tra fine primavera e inizio estate. Resta però aperta la sfida della progettazione del nuovo ponte di Colorno, visto che fra una decina d'anni l'attuale ponte dovrà comunque essere chiuso per la conclusione della sua cosiddetta «vita utile» a oltre settant'anni dalla sua costruzione. E' dunque necessario avviare fin d'ora le procedure per il nuovo viadotto sul Po allo scopo di evitare un nuovo «collasso» della viabilità fra qualche anno.

Un'altra grande opera ancora in alto mare, ma per la quale il 2019 potrebbe vedere novità è il nuovo ponte sull'Enza della Cispadana all'altezza di Coenzo: doveva essere realizzato nell'ambito delle opere collaterali alla nuova autostrada Cispadana che da Pegognaga dovrebbe arrivare sino a Ferrara. L'arteria, fortemente sostenuta dalla Regione, è però ancora bloccata «al palo» dal mancato «via libera» del governo Conte al quale il governatore Bonaccini ha più volte sollecitato una risposta. Se arriverà il «via libera», allora anche il progetto del ponte sull'Enza, che libererebbe il centro di Sorbolo dal soffocante traffico attuale dei Tir e si collegherebbe con la città per mezzo di via Burla, potrebbe finalmente decollare.

Nei primi mesi del 2019 dovrebbe finalmente tornare in funzione anche la linea ferroviaria Parma-Suzzara, interrotta da oltre un anno a causa dell'alluvione dell'Enza che aveva sommerso i binari nella zona di Lentigione e per il cui ripristino i lavori sono partiti da poco. L'anno appena iniziato, inoltre, potrebbe anche portare novità sul fronte della bretella autostradale fra Autocisa e Autobrennero del quale è in corso di realizzazione il primo tratto tra Fontevivo e Trecasali che sarà completato nel 2021. L'obiettivo è di ottenere il «via libera» per finanziare almeno l'attraversamento del Po e raggiungere così la sponda lombarda del Po, anche se la concessione prevede l'arrivo sull'Autobrennero a Nogarole Rocca. Per la città, infine, nel 2019 dovrebbe partire la progettazione per l'ultimo tratto di tangenziale Nord mancante a San Lazzaro che dovrebbe passare alle spalle del quartiere ex Salamini e ricongiungersi poi con la Sud all'altezza dell'attuale rotatoria.

SPORT

PAOLO GROSSI

Speriamo che il 2019 porti in dote la tranquilla salvezza del Parma in serie A. Sarebbe un altro tassello in un mosaico da fiaba. Già che ci siamo perché non toglierci qualche altra soddisfazione, centrando la vittoria contro formazioni superiori, com'è successo quest'anno con Inter, Torino e Fiorentina?

Poi c'è il Parma Clima che nel baseball ritenterà l'assalto allo scudetto sfuggito solo in finale tre mesi fa. Ci sono le Zebre, che nel 2018 hanno ottenuto successi importanti e confortanti, e che dovranno cercare, pur tra tante difficoltà, di stabilizzarsi ad alti livelli e coinvolgere sempre più il pubblico parmigiano restio a staccarsi dagli antichi campanili. Nel baseball e nel rugby però ci sono, alle spalle delle formazioni di élite, ampi e radicati movimenti giovanili. Per loro l'auspicio è quello sì di portare a casa vittorie e titoli, ma soprattutto di entusiasmare i ragazzi, di farli giocare e allo stesso tempo di formare qualche campione di cui Parma possa andare fiera negli anni a venire. E in questo senso le figure degli istruttori, spesso volontari che si ingegnano per far coesistere passione, necessità di aggiornamento, lavoro e famiglia, andrebbero in qualche modo valorizzate, messe a loro agio, e perché no difese dall'invadenza e dalla maleducazione di certi genitori onniscienti.

Il podio tutto al femminile dell'Atleta dell'Anno promosso dal nostro giornale è una bella notizia: Giulia Ghiretti anche quest'anno insegnerà a vaste platee ad amare la vita com'è e a impreziosirla con le imprese sportive. Kiara Fontanesi, Ayo Folorunso ma anche Edwige Gwend portano la loro parmigianità in giro per il mondo ad altissimi livelli, come farà il salsese Nicola Pongolini, iridato nel bowling.

Ma le pagine della Gazzetta tutti i giorni danno spazio a «eroi minori» nelle varie discipline, dal calcio dilettantistico e giovanile alla pallamano e al tennistavolo (che pure vedono le nostre squadre ad alti livelli), dal basket al volley, dal ciclismo ai motori.

Ecco, il vero e più sentito auspicio per l'anno appena iniziato non riguarda tanto i risultati che atleti e formazioni di casa nostra sapranno conquistare. Riguarda la pratica sportiva: il correre, pedalare, calciare, lanciare o ricevere una palla, insomma, l'appassionarsi al movimento e all'attività fisica.

Perché oggi, con i tempi che corrono, non ci sono molte cose che possono formare una persona meglio del fare sport. Lo spogliatoio, le dinamiche di gruppo, il «voler vincere e saper perdere» sono una scuola di vita non solo e per i giovani, per tutti. Ma anche lo sport individuale, o l'arbitraggio (soli contro tutti) produce momenti di crescita psicofisica impagabili. Se le istituzioni e i privati che ne hanno le possibilità agevoleranno in qualsiasi modo la pratica dello sport per gente di ogni età (magari a partire dalla scuola) la nostra società farà un naturale passo avanti in termini di cultura, tolleranza, salute.

E fra un anno saremo tutti migliori.

SICUREZZA

MICHELE CEPARANO

Se l'anno scorso, parlando di sicurezza, il tema più sentito da parte dei parmigiani era stato quello di strappare le vie della città al controllo degli spacciatori, in questo inizio di 2019, l'emergenza maggiormente percepita riguarda sicuramente i furti (in qualche caso trasformatisi in rapine) nelle abitazioni. Un'emergenza che, sia detto chiaramente, non fa passare in secondo piano lo spaccio. Ci si trova, infatti, nel campo delle sensazioni ma basta parlare con qualcuno in un bar oppure in qualche altro luogo di ritrovo ed ecco che a molti tornano alla mente alcuni episodi di cronaca davvero spiacevoli.

Poco prima di Natale, uno degli ultimi in ordine di tempo, ma sicuramente tra quelli che hanno colpito di più la gente, è stata la rapina particolarmente violenta ai danni della proprietaria di una villa nella zona di viale Campanini. I malviventi, quattro banditi incappucciati, l'avevano bloccata mentre usciva di casa alle 20,30, costretta a rientrare, a disattivare l'allarme e a consegnare loro dei preziosi. Un episodio che è stato la punta di un iceberg e che ha ispirato, sulla Gazzetta del 21 dicembre, un articolo in prima pagina del direttore Michele Brambilla, dall'eloquente titolo: «Non è normale, non rassegnamoci».

Tra chi non si è rassegnato all'emergenza ci sono sicuramente le forze dell'ordine che hanno addirittura potenziato gli sforzi. Carabinieri, polizia di Stato, Guardia di finanza e polizia municipale non hanno per nessuno motivo abbassato la guardia ma, pur tra mille problemi che chi vive e opera sul territorio conosce bene, hanno anzi raddoppiato l'impegno con controlli continui e anche straordinari. L'ultimo, per citarne uno programmato nel periodo natalizio, è stato quello messo in campo dalla polizia per contrastare i cosiddetti reati predatori (furti nelle abitazioni e quant'altro) e per la prevenzione e la sicurezza dei viaggiatori sulle linee ferroviarie.

Insomma, parola di chi quasi tutti i giorni scrive di «cronaca nera», le forze dell'ordine a Parma lavorano alacremente per i cittadini. E questi ultimi lo sanno bene e non fanno mancare la loro collaborazione, non solo denunciando, ma anche segnalando episodi sospetti. E' stato, infatti, a volte anche grazie alla telefonata di un residente - com'è successo recentemente in borgo XX Marzo dove i carabinieri hanno arrestato «in tempo reale» due ladri - che le forze dell'ordine hanno assicurato i malviventi alla giustizia. Tra i «collaboratori» più preziosi, anche nel 2018 c'è stato il movimento «Oltretutto Oltretorrente», nato nell'ottobre del 2017 con lo scopo di difendere il quartiere da spaccio e degrado e rivitalizzarlo con iniziative.

Un gruppo che darà filo da torcere ai pusher e ai loro clienti anche nel 2019. Dunque, per vincere la battaglia sulla sicurezza bisogna remare tutti dalla stessa parte: forze dell'ordine, cittadini, amministrazione comunale, che ha appena assunto sette nuovi agenti di polizia municipale e punta entro il 2019 a prenderne altri dieci, e anche governo nazionale in cui c'è la Lega che di questo tema ha fatto uno dei punti fondamentali del suo programma. La sicurezza, in questi giorni al centro di roventi polemiche, infatti appartiene a tutti.

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